L'ingresso di palazzo dei Priori, sede del Comune (foto Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

«Una situazione precaria», derivante in primis «dall’eccessiva dipendenza degli equilibri correnti da entrate non ripetitive». È questo, in sintesi, il giudizio che i revisori dei conti del Comune di Perugia hanno dato, venerdì durante la riunione della commissione Bilancio, del previsionale 2014. Seppur in un quadro «migliore rispetto a quello dell’anno scorso», non mancano le sottolineature con la matita blu che riguardano problemi antichi. Tra questi il più grave è quello dell’uso sistematico delle anticipazioni di cassa, uno strumento concepito per far fronte a squilibri temporanei ma che a palazzo dei Priori è diventato un qualcosa di cronico. Una cifra che nel 2014 si aggira tra i 27 e i 28 milioni di euro, per reperire la quale gli enti locali devono bandire una gara a livello europeo alla quale, a Perugia, ha risposto solo una banca (Unicredit) a un tasso che viene giudicato eccessivo. A dimostrazione di ciò durante la seduta è emerso che il settore Servizi finanziari sta preparando una lettera, che poi il sindaco Romizi dovrebbe firmare, per chiedere alla banca condizioni più favorevoli.

LA LISTA DEI TAGLI FATTI DALLA GIUNTA

Il giudizio «Gli equilibri di parte corrente – hanno detto i commissari – sono stati raggiunti faticosamente. Il vero punto dolente è la scorretta e cronica dipendenza dalle anticipazioni di tesoreria, fortemente stigmatizzate anche dalla Corte dei conti». Una situazione di fronte alla quale servono correttivi perché «le anticipazioni sistematiche sono un’anomalia di gestione e un sintomo di pre-dissesto». Tra i correttivi suggeriti un miglioramento della riscossione (che oggi si attesta al 48%) e una valutazione migliore dei residui attivi, ovvero di quei crediti la cui reale possibilità di essere incassati va stabilita con molta attenzione. «È la riduzione della spesa – osserva Mirco Rosi Bonci, dirigente dei Servizi finanziari – l’arma per ridurre le anticipazioni».

Criticità Con la matita blu i revisori sottolineano anche altre «criticità» in realtà non nuove, come l’applicazione alla parte corrente di proventi per permessi a costruire, la presenza di previsioni consistenti per recupero evasione tributaria, i contributi vari utilizzati per la spesa corrente e le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della Strada, ovvero tutte quelle «entrate a carattere non ricorrente che influenzano in modo decisivo il raggiungimento degli obbiettivi». Così come messo in evidenza recentemente anche dalla magistratura contabile poi, i revisori suggeriscono un monitoraggio più puntuale di ciò che accade all’interno delle società partecipate e, «stante la precarietà degli equilibri correnti, si invita ad un controllo periodico sulla gestione dei servizi pubblici, attivando ove possibile aggiornamenti contrattuali ispirati alla riduzione della spesa».

Twitter @DanieleBovi