di Daniele Bovi
Wladimiro Boccali prende a prestito il linguaggio delle telecronache di Guido Meda per spronare i 32 candidati del Pd sulla linea di partenza delle amministrative: «Ora – ha detto giovedì nel foyer del teatro Pavone dove sono stati presentati gli aspiranti consiglieri comunali – gas a martello. Noi però non scateneremo l’inferno bensì un ‘paradiso’ di iniziative positive». Accanto al sindaco uscente c’è il segretario comunale del partito Francesco Giacopetti, insieme al quale spiega che «non dovremo mai parlare come “io” bensì come “noi”. Non siamo gente in cerca di un posto al sole e questo non sarà un referendum sui cinque anni di amministrazione bensì la scelta del migliore progetto per la città». Non c’è invece il segretario regionale Giacomo Leonelli (che sosterrà Leonardo Miccioni e Patrizia Cavalaglio), non tanto per impegni quanto, pare, per una scarsa condivisione della lista e del capolista, ovvero il presidente dell’associazione Medici di base Damiano Parretti.
I NOMI DELLA LISTA
FOTOGALLERY: LA PRESENTAZIONE
La ricetta del medico Un Parretti che usa una metafora attinta dal suo lavoro: «Dobbiamo continuare – ha detto – a far star bene i cittadini e noi abbiamo la ricetta giusta». Soprattutto lavoro e sicurezza saranno i «temi da declinare» secondo Giacopetti che ha parlato di una «lista di qualità, competitiva, all’insegna del rinnovamento, della rappresentatività dei territori, della discontinuità e dell’apertura alla città. Una lista che è espressione di un progetto complessivo, non la somma di tante singolarità». Dopo Parretti, il partito ha scelto di inserire la giovane italo-marocchina Zahra El Azzab da Castel del Piano, che ha parlato, nell’ottica di una città inclusiva e accogliente, dell’importanza di avere persone giovani nel prossimo consiglio comunale. Terzo il capogruppo uscente Francesco Mearini: «Siamo in campo – ha detto – per un’altra impresa. La città merita di essere governata da una classe dirigente onesta».
VIDEO: PARLA IL CAPOLISTA PARRETTI
Noi, non io Un’occasione, quella della presentazione dei candidati, in cui Boccali ha voluto lanciare anche un messaggio di positività («dobbiamo restituire un po’ di sorriso alla città») e di coesione: «Siamo una squadra – sottolinea – che dovrà prendere consenso in tutta la città, mentre non dovrà esistere l’“io”bensì il “noi”. “Io scelgo noi” è la scritta che ho letto giorni fa su un muro della città e che vorrei far mia». Un sindaco convinto che «alla fine i perugini capiranno chi ha il progetto migliore per la città» e che tocca anche il tema della droga e della sicurezza, dicendo che anche il questore e il prefetto sostengono che il record di morti per overdose dipende dal fatto che le altre città non raccolgono i numeri tanto bene quanto lo fa Perugia. Tesi che non convince ad esempio Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento delle politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri. Ad inizio gennaio, proprio di fronte al prefetto Antonio Reppucci, nel corso di un convegno a Perugia spiegò che non è vero che il record dipende da una più puntuale raccolta dei numeri che si fa in Umbria.
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