di Dan.Bo.
«I 29 circoli del territorio sono troppi, vanno razionalizzati accorpando realtà vicine. L’ipotesi è una riduzione del 30 per cento, dal momento che un coordinamento allargato tra i circoli c’è già nella zona nord di Perugia. Un modello da esportare nella zona sud e nei ponti». Parole di Francesco Giacopetti, pronunciate venerdì sera durante l’assemblea comunale del Pd al Decò di Ponte San Giovanni. L’assetto organizzativo del partito dunque, anche sull’onda della relazione Barca che ha lasciato segni profondi, va cambiato. Sul tavolo dell’hotel perugino c’era però anche un altro tema, ovvero quello del congresso anticipato chiesto giorni fa con un documento da alcuni esponenti del Pd cittadino, come Bori e Bistocchi. Giacopetti si è messo sostanzialmente a disposizione, spiegando che «se serve sono a pronto ad aprire un percorso congressuale. La mia presenza può essere un alibi per qualcuno? Eccomi, mi fermo». A tirare il freno a mano sull’ipotesi del congresso anticipato è stato in primis il segretario regionale del partito, Giacomo Leonelli, ma anche altri.
GIACOPETTI E IL 2019: «SERVONO SCELTE DRASTICHE»
Visione Insomma a meno di scossoni Giacopetti, che nei giorni scorsi con un intervento pubblicato da Umbria24 aveva tracciato la strada verso il 2019, rimane al suo posto fino al prossimo anno, anche se su tutto c’è l’incognita del referendum del 4 dicembre che potrebbe scompaginare questa e altre partite. Un appuntamento in vista del quale Giacopetti ha chiesto al partito di fare la sua parte. Quanto al percorso del partito verso congresso e scadenze elettorali (a dicembre si girerà a Perugia la boa della metà consiliatura), l’invito del segretario è quello di dare vita a una conferenza programmatica per tracciare la strada e, per costruire una visione, guardare anche a forze esterne al partito come imprenditori, professori o associazioni.
Twitter @DanieleBovi
