La sede del Pd umbro

di D.B.

Il nuovo centrosinistra perugino, che assomiglia a quello vecchio, è nato. Nella tarda serata di giovedì infatti Pd, Prc, Pdci, Psi, Sel, Centro democratico e Idv hanno sottoscritto il programma e quindi l’alleanza in vista delle amministrative del 25 maggio. Sulla scheda però i simboli a sostegno del candidato sindaco Wladimiro Boccali potrebbero essere di più: al gruppone infatti si dovrebbe unire la lista centrista targata Mauro Cozzari, consigliere comunale dell’Udc, alla quale darà il suo apporto (pur senza candidarsi) anche Pino Sbrenna, l’uomo che cinque anni fa sfidò Boccali. «Con la firma – dice il segretario comunale del Pd Francesco Giacopetti – si chiude un percorso di partecipazione e confronto di grande valore politico, e si apre una fase di discussione e condivisione con la città che non dovrà spegnersi con l’appuntamento elettorale del 25 maggio». «Abbiamo in mente una città solida e solidale – continua -, vicina a chi non ce la fa e attrezzata a contrastare gli effetti della crisi e a rappresentare una nuova idea di Europa».

Programma Tra i punti programmatici ci sono il mantenimento e il rafforzamento del livello dei servizi sociali, la centralità del carattere pubblico dei servizi e dei beni comuni, la difesa del territorio, la strategia «rifiuti zero», la promozione dei diritti civili, la riforma dei sistemi di partecipazione a partire dai consigli di quartiere, il rilancio del centro storico, un progetto di sicurezza democratica, la riduzione del peso fiscale a partire dalle fasce più deboli, la definizione di una nuova pianificazione del lavoro e la riorganizzazione della macchina comunale. Secondo il segretario provinciale del Prc Enrico Flamini, il patto sancito rappresenta «l’impegno a mantenere il patto di coalizione e a dare continuità alla alleanza tra le forze di centrosinistra – scrive – che hanno come riferimento il presente e la tradizione del centrosinistra umbro, dato questo importante anche per il livello regionale».

Incognita a sinistra A sinistra ora il nodo da sciogliere è quello relativo alla presenza o meno di un listone unico. Il simbolo è già pronto, quello che manca è la volontà politica di Sel visto che l’operazione unitaria piacerebbe a Prc, Pdci e a Sinistra per Perugia, mentre i vendoliani hanno i loro problemi (la candidatura dell’assessore uscente Monia Ferranti, ex Pdci) e i loro dubbi. Flamini rilancia l’appello spiegando che «serve una sinistra unita per Perugia, un elemento politico strategico di cui ci sentiamo tutta la responsabilità». «La nostra – sottolinea – è una proposta unitaria che abbiamo avanzato con i compagni del PdCI e che deve proseguire oltre le elezioni, rappresentando a Perugia un punto di riferimento per tutti i cittadini che vogliono che il nostro comune, a partire da Perugia capitale europea della cultura, sappia recitare un ruolo attivo e protagonista da sinistra sul tema dello sviluppo, dell’innovazione, del lavoro, dei diritti e della giustizia sociale».

Twitter @DanieleBovi

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