Il ministro Maroni firma il Patto per la sicurezza

I rinforzi chiesti a più riprese al ministro dell’Interno dalle istituzioni locali non sono arrivati, mentre lo spaccio di droga resta il nemico pubblico numero uno per Perugia, seguito dall’immigrazione clandestina. Sono questi i temi al centro del nuovo «Patto per Perugia sicura», firmato venerdì dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, dal sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, dal presidente della Regione Catiuscia Marini e dal presidente della Provincia Marco Vinicio Guasticchi. Il documento è stato illustrato dal Prefetto, Enrico Laudanna. Il Patto impegna le istituzioni «a porre in essere azioni integrate e progetti specifici in materia di sicurezza urbana, su aree di intervento ritenute prioritarie per la sicurezza, la vivibilità e la coesione sociale della comunità, individuando obbiettivi generali e specifici delle azioni, soggetti coinvolti e relativi ruoli, tempi di attuazione, risorse disponibili, criteri di valutazione».

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Due le priorità Il Patto fa seguito all’intesa firmata il 20 marzo 2007 e ne segue i principi cardine, come quello della collaborazione interistituzionale e con le forze dell’ordine. Ribaditi nel testo i problemi più importanti da combattere e le metodologie da impiegare: in primo luogo, la lotta allo spaccio della droga (Perugia con le sue due università e le numerose altre istituzioni di alta formazione è una città vissuta da molti giovani, che devono essere tutelati da questi pericoli) e il contrasto alla immigrazione clandestina, non dimenticando che qui il livello di integrazione delle comunità straniere è elevato anche per via di una lunga abitudine ai fenomeni dell’interculturalità. Pugno di ferro contro gli stranieri irregolari, quindi, con attività «orientate a soddisfare le istanze di sicurezza di coloro, italiani e stranieri, che soggiornano regolarmente nel territorio, anche attraverso iniziative che concorrono a prevenire situazioni di disagio sociale, con particolare riguardo ai giovani e alle fasce deboli».

Il Gruppo di lavoro Viene istituito il Gruppo di lavoro per la Sicurezza con una sinergia sempre più stretta tra forze dell’ordine e polizia locale, nominato dal Prefetto, coordinato da un suo delegato e composto dal comandante della polizia municipale, dal comandante della polizia provinciale, da un rappresentante della questura, uno dell’ Arma dei carabinieri, uno della guardia di finanza e uno del corpo forestale dello Stato. Per le materie di competenza del Comune, il rappresentante del Sindaco gestirà il relativo tavolo tecnico convocando, qualora emerga tale necessità, anche il responsabile dei servizi sociali del Comune.

Più vigili e telecamere di videosorveglianza Il sindaco ha sottolineato che «soprattutto in un momento critico a livello economico e sociale, come quello che stiamo vivendo,  bisogna difendersi dai rischi di un ingresso della criminalità nel nostro territorio». Boccali, che ha dato atto alla minoranza di Palazzo dei Priori di aver svolto su questi temi un ruolo positivo,  ha infine ricordato che nel Patto ci sono precisi impegni del Comune, dal rafforzamento dell’ organico della polizia municipale all’ampliamento dei sistemi di videosorveglianza all’illuminazione pubblica, fino al controllo dei locali e al contrasto all’ abusivismo commerciale. «Su queste e altre materie – ha detto – continueremo a fare per intera la nostre parte, ma per noi sicurezza significa anche inclusione sociale, prevenzione, lotta ai fenomeni di degrado e di emarginazione, anche  promuovendo più alti livelli di partecipazione e spingendo i cittadini a riappropriarsi degli spazi della città».

Prefetto: non ci sono isole felici «Quando si parla delle tematiche legate alla sicurezza – ha detto il Prefetto Laudanna – bisogna fare riflessioni prudenti: non ci sono isole felici esenti dalle realtà del nostro tempo. I cittadini, che si attendono risposte dalle istituzioni, devono poter avere delle risposte percepibili». Il prefetto ha parlato di un «territorio umbro laborioso e attento alle tematiche sociali» dove è presente «un eccellente livello di collaborazione tra istituzioni locali e centrale. Il Patto è lo strumento di sintesi di questa interazione», ha concluso il prefetto.

Maroni: più patti per tutti Per il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, è da considerarsi «assolutamente positiva» l’esperienza dei Patti per la sicurezza, che sono «l’articolazione territoriale del sistema della sicurezza, con il coinvolgimento delle istituzioni, dei soggetti che governano il territorio, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze». «Una buona iniziativa – ha detto Maroni – una delle poche del Governo precedente, che noi abbiamo preso e ulteriormente sviluppato. Una articolazione federalista della sicurezza che sta dando buoni risultati». «I risultati ci sono – ha detto ancora Maroni – uno è la diminuzione significativa dei reati, soprattutto di quelli che si combattono con il controllo del territorio. La grande criminalità organizzata si contrasta con l’attività investigativa, con l’intelligence. I furti, le violenze sessuali, le rapine, si contrastano con il preventivo controllo del territorio».

Elogio della polizia provinciale Infine, Maroni ha voluto elogiare «il modello della polizia della Provincia di Perugia, che per le sue nuove peculiarità e attribuzioni, costituisce un esempio da esportare in tutto il territorio nazionale». Il ministro lo ha detto nel corso di un incontro con il presidente della Provincia di Perugia Guasticchi. Presenti anche il prefetto e il vice presidente dell’amministrazione provinciale Aviano Rossi. «La polizia provinciale – ha detto Guasticchi – è fortemente impegnata nei servizi legati alla sicurezza e qualità della vita, in affermazione del concetto di polizia di prossimità».

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