E’ difficile perfino ricorrere alle classiche figure retoriche, che siano le forbici, la falce, la mannaia. Forse il napalm potrebbe raffigurare l’incenerimento del Fondo di solidarietà, passato da 2 miliardi e mezzo agli attuali 344 milioni. Questo è quanto ha stabilito il governo Monti, sancendo che l’Italia è «tecnicamente» non solidale. Ma il congresso sulla disabilità ai tempi della spending review, organizzato dall’Italia dei Valori, ha cercato anche di fornire risposte. Su tutte quelle di Giampiero Griffo e Raffaele Goretti, il primo formidabile comunicatore e tra i principali estensori della Convenzione Onu alla quale l’Italia si dovrebbe attenere, il secondo responsabile del dipartimento per l’inclusione sociale dell’Idv umbra.
Il disgusto Campeggia su tutto una legittima rivendicazione dei disabili. «Si tagliano le risorse e questo è comprensibile: prima, però, metteteci almeno sullo stesso piano degli altri. Invece si comincia addirittura da noi, quando solo il 3 per cento dei disabili lavora. E’ disgustoso». Nelle loro parole, come in quelle del segretario regionale Idv Paolo Brutti, l’affermazione che la disabilità, negli arti, nella vista, nell’udito, nelle facoltà mentali, non è una malattia ma semplicemente una condizione diversa di vita. Occorre pensare in modo inclusivo, progettare all’origine città e servizi in modo che a nessuno venga impedito di muoversi, lavorare, in altre parole passare dalla condizione di malato a quella di cittadino.
Bilanci dissanguati «Purtroppo – come denuncia l’assessore Carla Casciari, tra i relatori del convegno – la preponderanza del sanitario sul sociale, aggrava ulteriormente il già esangue bilancio a disposizione dei governi locali. In questo senso l’osservatorio regionale può aiutare tutti, compresi gli operatori sociali, a calibrare meglio le politiche a sostegno dell’inclusione». «E’ anche avvilente – ha aggiunto Mario De Luca, fresco responsabile del Dipartimento nazionale Idv per l’inclusione sociale e promotore della campagna «accesso totale» – vedere atleti alle paraolimpiadi avvalersi di strumenti in grado di farli competere alla pari con gli altri atleti e verificare che gli stessi strumenti sono disponibili solo pagandoli interamente di tasca propria».
Vicini al tracollo Aviano Rossi, vicepresidente della Provincia, ha elencato tutti gli sforzi fatti dall’ente per avviare al lavoro persone con disabilità, rivendicando un impegno definito raro nelle amministrazioni locali del resto d’Italia. Di sicuro non si possono rimandare provvedimenti, data la situazione vicina al tracollo. I desideri e le legittime ambizioni dei disabili si scontrano con situazioni al limite del sostenibile, mentre l’Italia precipita in fondo alle graduatorie europee nelle politiche di sostegno. Di quale inclusione si parla? Altan e il suo ombrello avrebbero una risposta ma bisogna fare attenzione perché gli ombrelli, a volte, possono essere impugnati come bastoni.

