di Daniele Bovi
Un mini-taglio della bolletta dei rifiuti di 341.670 euro, tradotto in percentuale lo 0,8%. Nelle scorse ore da palazzo dei Priori era filtrato che sulle tasse, lasciate tutte com’erano, in sede di approvazione del bilancio di previsione (varato mercoledì pomeriggio) qualcosa si potesse fare. E infatti così è stato. La tariffa Tari viene abbassata per il 2014 di 341 mila euro che serviranno «a coprire – spiega il vicesindaco Urbano Barelli – la spesa per il finanziamento delle agevolazioni e delle esenzioni sociali per le fasce disagiate della popolazione». Nel 2015 invece, secondo le stime della giunta, il risparmio dovrebbe essere più consistente, intorno al milione di euro questa volta a beneficio di tutti i contribuenti. Al risparmio si affianca una riduzione dei servizi, concordata da palazzo dei Priori con Gesenu, concentrata «prevalentemente – dice Barelli – sui servizi accessori e opzionali, nonché su alcune riduzioni di frequenze di svuotamenti di cassonetti».
La bolletta Nel complesso, come testimonia il piano finanziario presentato da Gesenu al Comune nel febbraio scorso, la bolletta ammonta a 40,8 milioni di euro, in aumento dell’1,5% (l’adeguamento Istat) rispetto al 2013. Insomma, fatti i conti tra il +1,5% e il -0,8% deliberato dalla giunta i perugini nel 2014 pagheranno uno 0,7% in più. Comunque sia «è la prima volta dal 2007 – scrive il vicesindaco – che si applica a Perugia una riduzione della spesa». In base alle simulazioni fatte per il 2014 con i nuovi coefficienti, per le utenze domestiche ci saranno sia riduzioni che modesti rincari: da 40 euro in meno sulle superfici maggiori e da pochi centesimi fino a 15 euro per quanto riguarda gli aumenti.
IN COMMISSIONE SLITTA VOTO SU IMU E TASI
Ok al bilancio Per quanto riguarda il bilancio palazzo dei Priori annuncia, come già ampiamente noto, che non è stato possibile ridurre le tasse per via di un previsionale «per i due terzi ormai concluso». Insomma, il vero snodo sarà il 2015 quando Romizi promette «interventi volti alla riduzione della fiscalità generale». Per il momento la giunta rivendica di aver saputo dare «una risposta efficace ad una situazione di emergenza» creando così le «premesse strutturali per l’ avvio di una fase nuova di revisione della spesa e di una necessaria attività di riprogettazione organizzativa».
Pareggio Tornando ai numeri del bilancio di previsione, 426 milioni tra entrate e uscite, palazzo dei Priori osserva come anche nel 2014 si sconti «il persistere dell’azione di impoverimento delle amministrazioni locali da parte del Governo centrale con tagli significativi sui trasferimenti». Un bilancio comunque in pareggio: la differenza, non il ‘buco’, di 9,5 milioni riscontrata dopo l’insediamento tra la capacità di entrata e la spesa preventivata per il 2014 dagli uffici, è stata colmata «riportando gli impegni di spesa a livello del 2013 e grazie ad una azione di rinegoziazione dei contratti con fornitori di servizi, avvenuta in modo armonico e condiviso senza penalizzare i servizi». Nel pacchetto poi vano considerati anche quei crediti «ormai di dubbia esigibilità» che sono stati finanziati e che «per criteri di responsabilità e prudenza finanziaria non potevano non essere considerati».
Tassa di soggiorno Tra le tasse rimane per intero anche quella di soggiorno, in grado di garantire un gettito di circa un milione di euro all’anno. Un provvedimento assai contestato da Federalberghi che nelle scorse ore ha incontrato parte della giunta con la quale si è confrontata più in generale sulla fiscalità locale, sulla mobilità e sulle tariffe dei parcheggi. Il «balzello – spiega Federalbeghi – che Romizi si era impegnato per la sua abolizione in campagna elettorale ha già prodotto effetti negativi sul movimento turistico verso Perugia e l’Umbria, soprattutto per quanto riguarda i gruppi organizzati». Gli albergatori chiedono di sapere «al più presto» cosa intenderà fare palazzo dei Priori nel 2015 «perché le imprese hanno bisogno di impostare, da subito, le loro attività e le campagne di comunicazione». In più Federalberghi chiede modifiche anche su Imu, Tari e Tasi in grado di alleggerire il peso della tassazione: «Solo di Imu – spiegano – ci sono alberghi che pagano fino a 120 mila euro l’anno». Dalla giunta, concludono gli albergatori, molta attenzione ma per il momento nessun impegno preciso.
L’incontro Di tasse si è discusso poi nel pomeriggio di mercoledì quando a palazzo dei Priori Pd, Psi e M5S hanno deciso di aprire le porte per ascoltare le associazioni di categoria proprio su tasse e bilancio. «È grave – dicono – il dover constatare che non si è prevista l’audizione delle figure che nella precedente amministrazione erano stabilmente invitate a rappresentare le proprie istanze». Una critica fatta anche martedì nel corso della difficile seduta congiunta di I e II commissione, dove è slittato a giovedì mattina il voto sulle aliquote Imu e Tasi. In quella sede l’assessore al Bilancio Bertinelli ha sottolineato che la mancata audizione delle parti sociali non è stata una «scelta politica» bensì solo la conseguenza dei tempi stretti. «Vero è – dicono Pd, Psi e M5S – che non ci sono stati i tempi tecnici per aprire un vero e proprio tavolo di concertazione, ma l’occasione poteva comunque essere utilmente sfruttata per un primo incontro ovvero per l’avvio della definizione di un piano strategico di sviluppo che continuasse a tenere conto di tutte le risorse presenti sul territorio e delle specificità territoriali».
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