di Dan.Bo.
La notizia, per certi versi quasi scontata, era nell’aria da giorni e giovedì è stata ufficializzata: Wladimiro Boccali, l’ex sindaco di Perugia uscito sconfitto l’8 giugno dal ballottaggio contro Andrea Romizi, si dimette da consigliere comunale rinunciando così allo scranno che, in quanto candidato sindaco non eletto, gli sarebbe spettato di diritto. L’ufficialità è stata data giovedì sera dal segretario comunale del partito Francesco Giacopetti nel corso dell’assemblea comunale del partito. Giacopetti ha letto le poche righe, senza alcuna rivendicazione né accuse, scritte dall’ex sindaco e rivolte alla platea così come a tutta la città. Una lettera dove si fa nuovamente carico di una sconfitta (chiamando però all’analisi tutte le forze di un centrosinistra non certo esenti da colpe) data la quale giudica la sua presenza in consiglio «inopportuna». Ora, spiega Boccali, «si apre una fase nuova, con nuovi protagonisti». Di seguito pubblichiamo integralmente la lettera dell’ex sindaco.
Ho l’obbligo morale verso i cittadini che mi hanno votato di motivare la mia irrevocabile decisione di non entrare a far parte del nuovo consiglio comunale. Ritengo che, alla luce del risultato elettorale, per me si chiuda una fase politica e un lavoro intenso svolto con passione ed impegno. D’altra parte – benché al turno di ballottaggio, abbia votato meno del 50% degli aventi diritto ed il sindaco sia stato quindi eletto da circa un quarto della cittadinanza – il risultato è stato comunque inequivocabile e ritengo, dunque, non vi siano le condizioni per la mia presenza in consiglio, seppure in un ruolo d’opposizione. Vorrei fosse inteso che questa mia decisione sia consequenziale ed assunta proprio nell’assoluto rispetto della volontà degli elettori. Come ho già detto immediatamente dopo il risultato elettorale, mi assumo la responsabilità della sconfitta senza che ciò rappresenti però, per nessuno, un alibi per evitare una profonda discussione all’interno delle forze del centrosinistra che hanno governato la città, a cominciare dal Pd, il mio partito, sul senso vero della parola innovazione, facendola finalmente uscire dai titoli e dai proclami e dandole invece corpo nei fatti, come ho cercato di fare io in questi cinque anni di governo: penso alle azioni relative alla rigenerazione urbana, alle politiche ambientali attuate, alla cultura e prima di tutto alle relazioni nazionali e internazionali messe in campo che hanno dato a Perugia una visione e una prospettiva europea. Ora si apre una fase nuova, con nuovi protagonisti. Mi auguro siano consapevoli, tutti, della grande responsabilità di cui sono investiti. Mi auguro altresì, nell’interesse dei perugini, che non si disperda il patrimonio di servizi di qualità e relazioni che questa città vanta. Nonostante le mie considerazioni però, il messaggio che le urne ci hanno consegnato è chiarissimo: emerge in città la necessità di nuovi protagonisti del centrosinistra. Per questo, pur ringraziando gli elettori che mi hanno accordato la loro fiducia, ritengo inopportuna la mia presenza in consiglio comunale. Questa, infatti, continuerebbe a polarizzare il confronto politico senza dar modo ad altre e nuove personalità e risorse politiche di emergere. Dal canto mio, certo non scompare la passione per la politica che ha contraddistinto tutta la mia vita e il mio operato – un percorso vissuto con assoluto spirito di servizio e assoluto disinteresse personale, avendo come unico obiettivo il benessere di Perugia – e che continuerò a praticare all’interno del mio partito e nella società. Auguro al sindaco Andrea Romizi e a tutti gli eletti, un buon lavoro.
Wladimiro Boccali
