Wladimiro Boccali (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Vorrei sottolineare che le primarie si fanno grazie al sindaco, che non ha chiesto di votare in assemblea», e si fanno il 2 marzo. A dirlo è stato il sindaco uscente di Perugia Wladimiro Boccali, nella conferenza stampa di lunedì in cui ha presentato la sua candidatura. Niente attacchi personali, niente cattiverie perché «non uso modi – ha detto – che non sono stati miei per 44 anni. Non voglio essere il Fazio della situazione ma non sono un boxeur né un lottatore. Una signora mi ha detto anche che l’apparenza conta, ma io sono fatto così». Insomma, niente scontri all’arma bianca: «Io ho la mia cultura politica e non la cambio – dice riferendosi al caso della pagina Facebook di Fioroni, poi rimossa, riportato domenica da Umbria24 – non la cambio con qualche ‘Mi piace’ in più». Qualche punto fermo però lo mette: da una parte Boccali ha infatti ribadito che le consultazioni si terranno domenica così come vuole il regolamento del Pd («scritto da settimane, non è che possiamo prendere decisioni in base a come ci svegliamo la mattina»), dall’altra ha mostrato apertura e disponibilità al dialogo con tutti i partiti della coalizione e non solo. «Il documento realizzato – ha detto – è positivo e servirà come base per costruire la nuova coalizione».

FOTOGALLERY – CHI C’ERA

Coalizione Una compagine che «è evidente che dobbiamo allargare, parlando con le forze di sinistra, con i cattolico-democratici, con i moderati, con le forze economiche della città». L’intenzione sembra quindi essere quella «di vincere» le primarie di domenica, aprendo a quel punto un tavolo per chiudere un accordo. «Non usiamo le primarie – ha aggiunto Boccali – per tatticismi o per motivi interni ai partiti, non avvitiamoci su noi stessi perché non ci capirebbero. Se lì fuori ci scoprono sono problemi. A un certo punto la ricreazione finisce». Alla possibile coalizione Boccali dice anche che «le posizioni messe in campo in questi giorni non scompaiono, dal 3 marzo sarò in grado di tenere insieme le diverse proposte». Al mittente, cioè ad Anna Rita Fioroni, il sindaco rispedisce la questione degli sprechi: «A Perugia non ce ne sono. E poi a quali si riferisce? Quali numeri porta? Quali riduzione propone? Le cifre vanno fatte, io giro sempre con il bilancio in tasca».

VIDEO – L’INTERVISTA

Chi c’era In sala ad ascoltarlo, al di là dei giornalisti, c’erano molti consiglieri comunali (Tommaso Bori, Leonardo Miccioni, Simona Brugnoni, Erika Borghesi, Antonino Chifari, Patrizia Cavalaglio e Claudio Consalvi), assessori della sua giunta (Andrea Cernicchi, Ilio Liberati e Lorena Pesaresi), una rappresentante delle Rsu della Perugina in cui si stanno vivendo settimane delicate («coinvolgeremo il governo»), il neo-segretario regionale Giacomo Leonelli, appoggiato da Boccali per la sua elezione, l’assessore regionale alla Cultura Fabrizio Bracco e il consigliere Pd Manlio Mariotti oltre al presidente di Arci Perugia Franco Calzini e al consigliere provinciale Gianpiero Rasimelli. Quello che parla è un Boccali «orgoglioso delle molte cose fatte. Abbiamo governato in un momento molto difficile – spiega – riuscendo a salvaguardare il bilancio e la qualità della vita e dando una visione alla città, una delle prime sulle tematiche ambientali».

IL BOOM DI ‘LIKE’ SULLA PAGINA DI FIORONI, POI RIMOSSA 

Il programma sono io Per convincere un indeciso Boccali spiegherà «il programma sono io. Abbiamo capacità di governare, onestà e pacatezza. E per governare – dice riferendosi con tutta probabilità al programma di Anna Rita Fioroni – serve esperienza, non la letterina di Babbo Natale con i buoni intenti. Ora dobbiamo continuare a lavorare e a migliorare». E una delle cose su cui lavorare riguarda le circoscrizioni. Obiettivo di Boccali, come scritto in una lettera all’ormai ex ministro Delrio, è quella di recuperarle «almeno per i capoluoghi di provincia». L’ottica è quella di «allargare l’ascolto. L’assenza delle circoscrizioni ha creato dei problemi». Se rieletto, Boccali vorrebbe essere un sindaco che ha «più tempo per seguire le questioni non amministrative. Vorrei assessori concentrati sul pezzo e lasciare la rappresentanza verso l’esterno al sindaco». Alla fine, arriva anche una piccola puntura a quei «molti ‘professori’ che si stanno impegnando a dare pagelle. Ma loro in questi anni dov’erano? Che hanno fatto? Contributi e aiuti in questo lavoro sono ben accetti, ma non sono mai arrivati».

Twitter @DanieleBovi

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