di Iv. Por.
«Diciamo no al pedaggio sulla Perugia-Bettolle perché si tratta di un’iniziativa inutile e dannosa, una vessazione, una tariffazione a cui non corrisponde un servizio». A sostenerlo è il Partito democratico, che in conferenza stampa ha annunciato un’ampia e decisa mobilitazione, politica e istituzionale, contro la possibilità che il governo introduca una nuova forma di tassazione che penalizzerebbe fortemente i cittadini umbri. Non escludendo il ricorso al Tar.
Mobilitazione nei comuni «Da tempo – spiega Franco Parlavecchio, segretario comunale del Pd di Perugia – gli amministratori del Partito democratico stanno incalzando il governo, con iniziative istituzionali, ordini del giorno e interrogazioni, per scongiurare il rischio di un pedaggio sulla Perugia–Bettolle». Non ultimo l’ordine del giorno presentato in consiglio comunale a Perugia dai consiglieri Alvaro Mirabassi, Tiziana Capaldini, Claudio Consalvi, Nicola Mariuccini, Leonardo Miccioni e Francesco Mearini e l’interrogazione presentata dai parlamentari umbri, primo firmatario Carlo Emanuele Trappolino. «Prima di introdurre pedaggi di sorta – si legge nel documento presentato in Commissione alla Camera il 19 Maggio scorso – l’Anas dovrebbe effettuare interventi in grado di garantire standard di funzionalità e sicurezza adeguati per una strada a pedaggio, ivi compresi interventi sui collegamenti con la viabilità ordinaria, sulla quale potrebbero in futuro gravare maggiori carichi di traffico».
Nessun servizio Non solo: nel settembre scorso il governo si era impegnato, incalzato ancora una volta dalla Camera, a prevedere esenzioni per i residenti e, soprattutto, il rimpiego delle maggiori entrate per la manutenzione dei tratti di competenza. «E’ nostro dovere – sottolinea Parlavecchio – mobilitarci per scongiurare un’ingiustizia». Per la senatrice Annarita Fioroni, infatti, «il pedaggio dovrebbe essere il corrispettivo di un servizio», mentre sono evidenti le carenze della Perugia–Bettolle sia dal punto di vista viario che sotto il profilo sicurezza. Per il deputato Pd Gianpiero Bocci, da tempo impegnato alla Camera per ottenere garanzie per i cittadini umbri, l’ipotesi di introdurre un pedaggio sull’arteria umbra rappresenta, ancora una volta, le incoerenze del governo Berlusconi, che ha fatto dell’ammodernamento delle infrastrutture del Paese uno spot elettorale senza alcuna copertura finanziaria.
Incongruenze «La differenza di posizioni tra Anas e Governo – secondo il segretario regionale del Pd Umbria Lamberto Bottini – è l’emblema dell’improvvisazione di un governo che vuole far cassa con atteggiamenti ragionieristici ma non esprime politiche di ampio respiro». «Il pedaggio – dice ancora Bottini – non aiuta l’Umbria né sul versante economico, né sul versante turistico». Senza dimenticare che «come Regione chiediamo da tempo di accedere alla lista delle opere prioritarie per la realizzazione del Nodo di Perugia e il completamento della Perugia – Ancona, che solo recentemente appare più vicino».
Firme In queste settimane, dunque, come ha spiegato Daniele Chiappini, coordinatore della segreteria provinciale del Pd di Perugia, il Partito Democratico promuoverà (l’iniziativa ha preso il via da qualche giorno) una raccolta firme contro l’introduzione del pedaggiamento. Sarà possibile firmare ai banchetti allestiti ad hoc dal Partito Democratico oppure on line, connettendosi al sito internet del Pd Provinciale di Perugia (www.pdperugia.it). E Chiappini non ha escluso l’ipotesi ricorso al Tar, già presentato e vinto dalla Provincia di Roma contro il pedaggiamento del Grande raccordo anulare.

