di Fra. Mar.
«La nostra democrazia è ammalata di un male gravissimo, è assolutamente indispensabile la riforma della giustizia e la reintroduzione dell’articolo 68 sull’immunità parlamentare: io credo che queste siano le situazioni che conosciamo tutti abbastanza bene e se siete lì è perché avete consapevolezza di questa situazione». A dirlo è Silvio Berlusconi, collegato telefonicamente con una sala dell’hotel Brufani di Perugia dove, sabato pomeriggio, è stato inaugurato il club «Forza Silvio, giusta giustizia» fondato dall’avvocato Valter Biscotti. Un collegamento brevemente interrotto a causa dell’ingresso, nello studio di Berlusconi, dell’ormai noto barboncino Dudù che si è messo ad abbaiare: «Avrete capito – ha detto – che c’è stata un’invasione nel mio studio di un cane che si chiama Dudù. Scusate un attimo». Dopo pochi istanti la telefonata è ricominciata.
Resistere «Io per queste ragioni – ha continuato il leader di Forza Italia tornando sui temi della giustizia – mi sento ancora oggi la responsabilità di dover continuare e dover resistere, fino a quando non saremo riusciti a risolvere questo problema, a cancellare questo regime giudiziario e a fare dell’Italia una democrazia vera, una democrazia piena, un Paese dove non sia possibile che venga fatto un uso politico della giustizia». «È da moltissimi anni che nel nostro parlamento non si riesce a promulgare nessuna legge che non sia benvoluta dall’Associazione Nazionale dei magistrati. Siamo l’unico Paese tra i paesi civili – ha aggiunto – che ha una magistratura che è incontrollabile, non dipende da nessuno, è irresponsabile, nel senso che, anche quando si accertano colpa grave o dolo, non si riesce a renderli responsabili di nulla, ed è impunibile, perché si giudicano i giudici tra di loro».
Appello ai moderati Il leader della rinata Forza Italia poi ha sostenuto che «noi quattro volte negli ultimi 20 anni abbiamo avuto al governo non gli eletti dal popolo, ma delle altre persone volute dalla magistratura. Io la fiducia non l’ho mai perduta, neanche con questi ultimi avvenimenti, in questi giorni difficili. Questa è la fiducia che noi moderati possiamo prevalere ancora una volta al prossimo turno elettorale se sapremo scendere in campo anche con coloro che non sono mai scesi in campo, ma che devono sentire il dovere». Poi l’appello ai «moderati»: «Questa prossima – ha detto – sarà l’ultima chiamata per i moderati: tutti oggi devono sentire forte il bisogno, direi il dovere civile, di impegnarsi per combattere questo regime giudiziario che intacca la stessa democrazia». Da ultimo Berlusconi è intervenuto sul tema della legge elettorale, chiedendo che «si faccia un governo di scopo che abbia come fine soltanto quello di fare la nuova legge elettorale, magari mettendo insieme le elezioni europee con le elezioni nazionali».
