Michele Guaitini e Andrea Maori, rispettivamente segretario e tesoriere di Radicaliperugia, lanciano un appello al prefetto di Perugia e al Comune di Perugia per l’eliminazione immediata delle plance elettorali inutilizzate. Questi strumenti, spiegano in una nota, un tempo simbolo di partecipazione politica, oggi rappresentano solo degrado urbano, pericolo per la sicurezza e uno spreco di risorse pubbliche.
Intervento urgente «Chiediamo un intervento urgente – dicono – per ripristinare il decoro delle città». Le plance, ormai vuote e arrugginite, non solo deturpano monumenti e aree verdi – osservano Guaitini e Marini – ma offrono anche pubblicità gratuita e priva di tassazione ai partiti, arrecando un danno erariale alle casse comunali. Per i Radicali è quindi necessario che i partiti politici e le istituzioni locali prendano atto di come la comunicazione politica sia cambiata con l’avvento del digitale, rendendo obsolete queste strutture.
Un simbolo Negli anni passati – continuano -la rimozione delle plance al termine dei cicli elettorali era prassi consolidata, consentendo alle città di recuperare il loro aspetto ordinario. Oggi, al contrario, queste installazioni rimangono come simbolo di un sistema politico e burocratico incapace di adattarsi al cambiamento. La loro presenza prolungata rappresenta un costo elevato per le amministrazioni comunali, che devono sostenere spese ingenti per l’installazione e la manutenzione, sottraendo risorse a interventi più urgenti e significativi.
Il ruolo di istituzioni e partiti I Radicali chiedono quindi che Perugia e le sue istituzioni facciano la loro parte per affrontare questa problematica. Guaitini e Maori invitano inoltre le forze politiche presenti in Parlamento a modificare la legge sulla propaganda elettorale del 1956, «ormai anacronistica», e a destinare le risorse liberate da queste eliminazioni a scopi di maggiore utilità per le comunità locali.
