di Ivano Porfiri e Antioco Fois

Tutto rimandato a lunedì mattina alle 11. Il giorno stesso del primo consiglio comunale (ore 15) il sindaco Andrea Romizi comunicherà agli alleati la lista degli assessori nel corso della prima riunione ufficiale di maggioranza a Palazzo dei Priori. Con la Sicurezza che, a meno di sorprese, resterà in mano a lui.

Alta tensione in FI E’ stato un pomeriggio ad alta tensione quello che si è vissuto a partire dalle 15 allo Studio Modena, dove Romizi aveva riunito la coalizione per sciogliere il nodo giunta. In primo piano lo scontro interno a Forza Italia: la lettera di Perari con cui si sottolineava che un esecutivo senza un azzurro avrebbe messo «in imbarazzo Forza Italia anche nelle stanze romane» riceve una bacchettata dalla commissaria regionale Catia Polidori. «Massimo Perari – ha affermato – parla a titolo assolutamente personale non interpretando il pensiero di Forza Italia a livello comunale, provinciale, regionale e tantomeno nazionale. Il sindaco Andrea Romizi gode della piena e assoluta fiducia non solo di tutto il movimento comunale, come testimonia il comunicato degli altri consiglieri eletti, ma anche del provinciale e del regionale e soprattutto del presidente Berlusconi, quindi del movimento nazionale. Tutte le decisioni assunte sono state pienamente condivise con Forza Italia». Anche alcuni eletti azzurri avrebbero apertamente criticato la lettera di Perari, che a sua volta ha ribadito però la necessità che Forza Italia sia rappresentata nell’esecutivo che sta nascendo.

L’intervento di Romizi Dopo le prime schermaglie, il sindaco – stando a quanto ricostruito – avrebbe preso la parola per placare gli animi, ribadendo quanto dice fin dal primo momento successivo alla vittoria: «La città chiede un grande cambiamento e non possiamo deludere le aspettative, quindi nella scelta della giunta non mi piegherò alle richieste da manuale Cencelli ma cercherò di formare una lista di assessori di alto profilo». Anche perché, è stato ricordato, Forza Italia ha ottenuto appena l’11% quindi la vittoria è del centrodestra e non solo di un partito.

Mandato pieno Quindi, Romizi ha chiesto ai riuniti un «mandato pieno», che tutti hanno accordato. La lista degli assessori sarà perciò comunicata lunedì alle 11. Nella riunione, riferiscono i presenti, non si sono fatti nomi né si è trattato sulle deleghe. Anche perché non tutte le caselle sono andate ancora al loro posto.

Gli assessori politici Secondo le ultimissime indiscrezioni, Romizi ha deciso di tenere per sé la pesante delega alla Sicurezza. Al suo fianco, contrariamente a quanto trapelato finora, potrebbe rivestire il ruolo di vicesindaco Francesco Calabrese (che avrà la delega all’Innovazione tecnologica), il quale gode di grande stima da parte del sindaco e della coalizione. Ma non è escluso che alla fine possa prevalere al fotofinish Barelli. Un assessorato di peso certo, poi, andrà all’altro “apparentato” Dramane Waguè. Infine, inamovibile Emanuele Prisco di Fd’I che potrebbe ottenere la delega chiave dell’Urbanistica. Per ora non entra in giunta nessun esponente di Ncd (alla presidenza del consiglio comunale dovrebbe sedere l’azzurro Leonardo Varasano), che però sostiene convintamente il sindaco e potrebbe ottenere riconoscimenti più avanti.

Gli assessorati civici I veri problemi per la composizione della giunta restano quelli legati alla parte “civica”, gli assi che Romizi vorrebbe mettere in tavola per conquistare la città. Nelle ultime ore avrebbero declinato l’invito Daniela Monni della Caritas per il Welfare e Costanza Miriano, figlia dell’ex procuratore. Per il Bilancio in pole resta Cristina Bertinelli. Per la Cultura il nome forte rimane quello dell’ex Soprintendente Vittoria Garibaldi, anche se rumors di Palazzo sostengono che un suo incarico potrebbe creare problemi a un’altra donna eccellente in lizza per la giunta, Teresa Severini. Il che lascerebbe, eventualmente, scoperta la casella dello Sviluppo economico. Tra i nomi nuovi c’è quello di Cristina Casaioli della Confcommercio, ma altri potrebbero comparire a sorpresa da qui a lunedì, quando non ci sarà davvero più il tempo di rimandare le decisioni.

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