di Marta Rosati
Alta tensione in via Mazzini ma il numero uno della città non si sarebbe scomposto. Si è tenuta giovedì sera la Direzione del Pd nella sede dem di Terni in un clima, a detta di alcuni, addirittura pessimo. Secondo indiscrezioni, ad attacchi e sollecitazioni provenienti soprattutto dal capogruppo in consiglio Andrea Cavicchioli, il sindaco Leopoldo Di Girolamo avrebbe risposto con i soliti toni pacatissimi: ‘quelli rassegnati, da predissesto’ commenta qualche deluso all’indomani della riunione.
Frecciate da Cavicchioli Molti democratici evidentemente credevano che fossero maturi i tempi perché il primo cittadino rivelasse di avere qualche asso nella manica, invece, secondo quanto riferito a Umbria 24, non avrebbe neppure accennato all’ormai trito e ritrito argomento del rimpasto. Cosa dovrà mai comunicare all’aula e di conseguenza alla città il prossimo lunedì? Se lo chiedono un po’ tutti, persino il capogruppo del Pd Cavicchioli che in direzione non risparmia toni ‘minacciosi’: «Vediamo – avrebbe ammonito l’avvocato – se lunedì ci saranno le condizioni per continuare a sostenere il sindaco».
Caso Armillei Quanto detto da Cavicchioli, secondo i rumors, sarebbe lo stesso sentimento che proverebbero alcuni membri di giunta. La sensazione insomma è un po’ quella che pian piano Di Girolamo stia perdendo pezzi e la questione non avrebbe nulla a che fare con le correnti interne stavolta.In più, anche se due indizi possono non costituire una prova: l’assessore Giorgio Armillei, con delega ad Agenda urbana, non era presente alla firma dell’accordo di collaborazione tra Comune e Regione di giovedì, né è previsto tra le autorità che interverranno all’evento del 6 ottobre e la cosa fa pensare. Sarà un caso, o un segnale? Casomai di che tipo?
@martarosati28
