Foligno, elezioni regionali agitano il Pd: in 5 contro Epifani (foto archivio F. Troccoli)

di C.F.
Twitter @chilodice

Dalla richiesta di discontinuità all’apertura il passo è breve. Si prepara a chiudere il cerchio intorno al primo giro di consultazioni, il Partito democratico che nelle ultime 48 ore ha incontrato Maurizio Hanke (Centro Democratico), il gruppo ex Idv (Andreani, Calabresi, Del Frate e Taborriti), ma anche la delegazioni di Prima Spoleto guidata da Sergio Grifoni e quella di Spoleto Sì, oltre naturalmente ai Socialisti che restano fedeli alleati.

Aperture Giovedì sarà il turno di Rifondazione comunista e di Sel, ma fin da ora l’esito dei faccia a faccia ha fatto registrare una serie di disponibili che, seppur vincolate a un cambio di rotta sostanziale rispetto agli ultimi cinque anni, per qualcuno perfino quindici, appaio come sostanziali apertura. Dai moderati alle liste civiche, in parole povere, tutti si sono detti pronti a confrontarsi sul futuro della città con il Pd, purché si arrivi a proporre un candidato autorevole e quattro, cinque punti programmatici intorno ai quali trovare le intese.

Grifoni, ad esempio, è tornato a parlare di un «governo di salute pubblica di cui il Pd può farsi garante», mentre Hanke e Grechi per Spoleto Sì hanno insistito sulla necessità di avviare una nuova stagione di ampia aggregazione. In quest’ottica anche il gruppo degli ex Idv sarebbe pronto a mettersi al lavoro, preparando una lista civica. Meno agevole, invece, si annuncia il confronto con i partiti di sinistra che negli ultimi giorni non hanno mancato di alzare il tiro con attacchi frontali ai democratici.

Brunini Alla porta, per il momento, resta Gianpaolo Emili con la lista Due Mondi non ancora contattato da viale Trento e Trieste, nonostante più anime democratiche abbiano sollecitato il confronto. Discorso a parte quello con Spoleto Vince dell’ex sindaco Massimo Brunini, tessera Pd in tasca, con cui negli ultimi cinque anni l’amministrazione non ha mancato di scontrarsi più volte. La tentazione di molti sarebbe quella di non avviare nessuno tipo di interlocuzione, mentre altri evidenziano che si tratterebbe dell’ennesimo passo falso di una partita giocata male fin dal 2009.

Casa Pd Ma se le disponibilità a una grande coalizione unita dall’emergenza attraversata dalla città sembra farsi largo, in casa Pd la spaccatura tra chi guarda al percorso condiviso e all’investitura di un esponente della società civile e chi, invece, chiede le primarie e un candidato espressione del partito, non è ancora stata ricucita. Senza contare che all’identikit tracciato per l’aspirante primo cittadino non corrisponde ancora un nome.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.