«Deboli, frettolosi e senza una visione strategica». Questo il giudizio del Pd di Spoleto sui progetti dell’Agenda Urbana messi in cantiere dalla giunta guidata dal sindaco Fabrizio Cardarelli, pronta a spende circa 4 milioni di euro per bike e car sharing, rivoluzione viabilità in piazza Vittoria, illuminazione artistica e altri interventi minori anche sul fronte del sociale.
Pd boccia progetti di Agenda Urbana Il commento del gruppo consiliare di opposizione arriva a una settimana dall’incontro a Palazzo Mauri con il primo cittadino, l’assessore competente Antonio Cappelletti e la presidente dell’Umbria Catiuscia Marini: «Gli interventi definiti dalla giunta sembrano – si legge in una nota – una lista della spesa stilata frettolosamente e incapace di cogliere appieno il significato e gli obiettivo dello strumento attivato con fondi comunitari, come dimostrano le risorse a disposizione specificatamente per la valorizzazione degli attrattori culturali, un’azione che sembra ideata appositamente per Spoleto che invece ha reagito progettando l’illuminazione artistica delle facciate dei palazzi storici». Secondo il Pd, infatti, «il programma dell’Agenda urbana è composta da semplici opere pubbliche che si conta di realizzare con rapidità solo perché – scrivono – ci sono i soldi da spendere, senza quindi una visione strategica, né creare quell’effetto moltiplicatore per le risorse pubbliche e private».
«Deboli, frettolosi e senza una visione strategica» Tra le stigmatizzazioni che arrivano da viale Trento e Trieste, quartier generale dei democratici di Spoleto, anche un «mancato protagonismo» da parte del sindaco Cardarelli. In particolare, per Rossi e gli altri «sarebbe stata auspicabile, ma tuttora lo è, una convocazione in città dei quattro primi cittadini coinvolti nell’Agenda Urbana (Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello, ndr) per approfondire i gravi e spesso comuni problemi delle città umbre, ma anche per creare quella rete di connessione fra i cinque più grandi centri dell’Umbria ammesse al finanziamento, così come prevede la misura comunitaria». Bocciatura anche sul fronte della partecipazione: «Non c’è stato spazio neanche per un vero confronto con le associazioni di categoria, professionisti e terzo settore mancando così un altro obiettivo dell’Agenda urbana, ossia partire dalle somme disponibili e arrivare a stimolare l’intervento dei privati».
