Una riunione Pd (foto archivio U24)

di C.F.
Twitter @chilodice

E’ finita alle 3 del mattino con un paio di residenti di viale Trento e Trieste pronti a chiamare i carabinieri pur di mettere fine agli schiamazzi dei democratici, usciti dalla sede dopo la sospensione dell’assemblea. Ma la resa dei conti vera, quella formale, non c’è stata e il percorso da imboccare in vista delle amministrative di maggio resta un’incognita.

Pattuglia primarie I delegati domenica sera non hanno votato su nulla, né sull’operato del sindaco, né sull’istituzione della commissione per le primarie e alla fine, tra urla e grida, tutto è stato rimandato a mercoledì. Il Pd è spaccato in due sul ricorso allo strumento partecipativo, gradito dal segretario Andrea Bartocci, Daniela Tosti, Giorgio Dionisi, Laura Zampa, Silvio Marcelli, Bruno Toniolatti e Claudio Frascarelli. 

Benedetti A correre potrebbero essere Giancarlo Cintioli e Laura Zampa, anche se molto dipenderà dalla partecipazione alle primarie del sindaco Daniele Benedetti che, ieri, ha tirato le fila sull’amministrazione senza che l’assemblea però arrivasse al voto sulla sua ricandidatura, come previsto dall’ordine del giorno.

Cintioli e Zampa Conseguentemente non è stato chiarito se Benedetti sia pronto o meno a sottoporsi al giudizio dell’elettorato di centrosinistra. Aspetto non di poco conto, considerando che lo statuto prevede soglie di sottoscrizioni ben diverse, bassissime nel caso il sindaco non scendesse in pista. In questo scenario, oltre a Cintioli e Zampa che hanno fatto scattare la raccolta firme, pesa l’incognita Brunini che col sostegno del 3% degli iscritti, praticamente meno di venti persone, potrebbe liberamente decidere di provarci.

Pattuglia per candidato condiviso Di qua dalla barricata, a spingere per un esponente della società civile condiviso dal Pd, sono stati Marco Trippetti, Paolo Martellini, Massimiliano Capitani, Margherita Lezi e il segretario provinciale Dante Andrea Rossi, il cui nome è anche circolato negli ultimi giorni come possibile candidato sindaco. Sul punto, però, arrivano secche smentite. In ogni caso all’assemblea non è stato sottoposto alcun nome su cui convergere e anche se qualcuno lascia trapelare che qualche asso nella manica ancora c’è, la strada che ci si prepara a imboccare appare ben diversa.

Primarie con deroga? La pattuglia dei democratici a caccia di condivisione è poco nutrita e da più parti si ammette che la prospettiva più verosimile è ormai quella delle primarie. E considerati i tempi difficilmente si sarà pronti per il 2 marzo. Nessuna paura, sul piatto c’è la deroga di una settimana.

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