Francesco Giacopetti

Pubblichiamo l’intervento del segretario del Pd di Perugia Giacopetti che, partendo dalla relazione di Fabrizio Barca sui circoli cittadini, traccia una strada verso il 2019, anno in cui si tornerà a votare per scegliere il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale.  

di Francesco Maria Giacopetti*

Qualche settimana fa alla Festa de l’Unità a Pian di Massiano abbiamo presentato il report del lavoro di mappatura dei circoli del Partito democratico di Perugia fatto dal team di Luoghi Ideali di Fabrizio Barca. Un lavoro fortemente voluto dalla segreteria comunale con l’obiettivo di offrire un metodo e nella convinzione che non può esserci rilancio senza una lettura oggettiva e organica, direi “scientifica”, di quello che va sistemato e di quello che va invece valorizzato. Ci siamo meritati per questo l’appellativo di «anomalia positiva» da parte di Barca. Ne emerge un quadro luci e ombre – più ombre che luci a essere sinceri – che evidenzia qualche esempio di positività nella relazione col territorio e nell’attività politica e carenze generalizzate. Un quadro tutto sommato in linea con le aspettative e con le considerazioni che da tempo facciamo rispetto a un partito con grandi difficoltà di rappresentanza e interlocuzione con la società, chiuso nelle sue logiche e compresso in un circolo vizioso di interessi particolari; in prima linea sul banco degli imputanti, per responsabilità di tutti, una correntizzazione esasperata, capillare e paralizzante, che non ha niente a che vedere con le declinazioni e le diversità che potrebbero fare la ricchezza di un partito grande come il Pd.

Strumento prezioso Il problema è che in questi ultimi anni abbiamo investito poco sul partito, ma, anzi, abbiamo assistito e contribuito, ciascuno di noi per quota parte, alla sua destrutturazione e all’appiattimento sulle logiche di governo e delle istituzioni, impoverendo discussione e confronto, fatta eccezione per qualche slancio in occasione delle tornate elettorali o degli appuntamenti congressuali, comunque riconducibile a esigenze di copione rispetto a una conta interna che ci trasciniamo dietro da troppo tempo in maniera imbarazzante. E questo non vale solo per Perugia, che oggi si pone all’avanguardia – per ammissione dello stesso Barca – rispetto a un metodo che mette al primo punto di un percorso di riorganizzazione e rilancio il momento della valutazione. Sono sicuro, infatti, che il report, se sfruttato correttamente e con giudizio, non certo se brandito per esigenze di corrente, e se accompagnato da una larga assunzione di responsabilità, che coinvolga dall’ultimo iscritto ai rappresentanti delle istituzioni – da parte nostra, mia e della segreteria, lo stiamo facendo e lo faremo con grande umiltà -, potrà rappresentare uno strumento prezioso per Perugia come potrà esserlo per tutto il partito, a tutti i livelli, perché lo spaccato che la squadra di Fabrizio Barca ci offre è perfettamente sovrapponibile a quello di tante altre realtà nella nostra regione e nel nostro paese. Lo affermo senza timore di smentita: basta leggere qualche cronaca o fare una chiacchierata con gli iscritti al Pd di molte città in Umbria e fuori dall’Umbria.

Scelte dirompenti In questo appiattimento generale serve prima di tutto recuperare un’autonomia preziosa nella dialettica interna e mi auguro che il congresso del prossimo anno possa rappresentare quello spazio di discussione sul ruolo del partito e sulla sua funzione nella società oltre che un’occasione di rilancio, al riparo dalle posizioni di comodo, dalle beghe di corrente, dalle spartizioni finalizzate a giochi di potere. Serve, inoltre, adoperarci per portare in dote nelle prossime sfide che ci troveremo ad affrontare la giusta dose di innovazione e cambiamento nei metodi e nei contenuti e qualità della pratica politica. Serve, infine, che la nuova classe dirigente sia impegnata nella costruzione di una nuova visione di sviluppo rinunciando a logiche “di parte”. Da Perugia dobbiamo avere l’ambizione di lanciare una sfida alta, per noi stessi e per il partito in tutte le sue articolazioni. Troppe volte nelle nostre discussioni è prevalso un orientamento gattopardesco, troppe volte abbiamo o evitato di approfondire o abbiamo trovato soluzioni pasticciate che hanno accontentato le parti in causa ma che poi nei fatti si sono rivelate inadeguate. Non ci serve fare equilibrismo tra le esigenze delle correnti, ora servono, anche con una certa urgenza, scelte dirompenti e di rottura. Non serve cercare alibi ma confrontarsi, in modo vero, profondo e sano per poi ripartire mettendo sul tavolo un percorso che guardi a tre direttrici fondamentali: apertura, visione e organizzazione. Dobbiamo aprirci ed essere coinvolgenti, in maniera strutturata e non di facciata, per rintracciare spinte e sinergie positive e una nuova modalità di elaborazione; dobbiamo essere capaci di immaginare una nuova visione per la Perugia che verrà, senza la pretesa di essere universalistici ma con l’ambizione di rappresentare un futuro migliore per tutti; dobbiamo riorganizzarci, aggredendo le nostre debolezze e investendo sulle nostre buone pratiche. Per un partito credibile, che viva di progetti e sia utile alla città, che sia opposizione costruttiva nell’interesse di Perugia.

Una alternativa Per un Pd capace di costruire insieme alla città una valida alternativa di governo all’immobilismo dell’attuale giunta, che rischia di rendere Perugia più piccola e più chiusa. Negli ultimi anni si sono prodotti sforzi in questo senso, ma sono spesso mancati generosità, slancio e unità d’intenti. È tempo di rimuovere gli ostacoli a un progetto di comunità e bisogna farlo bene e presto, perché a chi ci guarda dobbiamo dare risposte, mettendo in campo idee, progetti, elaborazione, visione. Avrò modo di parlarne compiutamente alla prossima assemblea comunale, venerdì della prossima settimana. Per ora mi preme sottolineare un punto: sarò della partita, al di là del ruolo o degli incarichi (che a volte rischiano di rappresentare un alibi per qualcuno – film già visto), solo rispetto a un percorso di questo tipo, che metta al primo posto una discussione approfondita e vera e che ci veda tutti remare nella stessa direzione, ovvero la cura degli interessi del nostro partito e della nostra città; altro non mi interessa e penso non faccia il bene della nostra comunità.

*Segretario Pd Perugia

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