Beppe Fioroni

«Non possiamo tornare indietro: chi immagina di rifugiarsi sotto le coperte del socialismo europeo compie una scelta che merita rispetto, ma che non è nel Dna di un Pd che non può essere trasformato nell’organizzazione nazionale del Pse». È questo il cuore dell’appello lanciato dall’ex Ppi Beppe Fioroni nei confronti dei tre candidati alle primarie, firmato in Umbria da una parte di quegli amministratori che si riconoscono «nell’area democratico-popolare e liberal». Nella lista diffusa, insieme a molti colleghi di altre parti d’Italia, ci sono Eros Brega, i presidenti delle due Province (Marco Vinicio Guasticchi e Feliciano Polli), i consiglieri regionali Luca Barberini e Andrea Smacchi, l’assessore della Provincia di Terni Stefano Mocio, il sindaco di Spoleto Daniele Benedetti e quello di Cascia Gino Emili.

Guasticchi smentisce Guasticchi, nonostante compaia nella liste delle adesioni al documento diffusa dalle agenzie stampa, però smetisce. «Sono stato contattato – afferma – ma non ho firmato nessun documento contrario all’adesione del Pd nel Pse all’organizzazione in primavera del congresso. Sono totalmente in linea con programma e tesi espresse dal candidato Matteo Renzi e credo inopportuno in questo momento affrontare un argomento importante che dovrà essere valutato e affrontato dopo lo svolgimento delle primarie in linea, ne sono sicuro, con l’affermazione che Matteo Renzi e il suo progetto avranno tra elettori, iscritti e simpatizzanti».

No al Pse Insomma, l’ex ministro dell’Istruzione che ha deciso di appoggiare Gianni Cuperlo, che di certo non è contrario all’ingresso del Pd nel Pse, lancia un appello affinché non si imbocchi quella strada. «Perché tornare alla tv in bianco e nero – chiede Fioroni – mentre la politica moderna, innovativa va con l’hd?». «Per guardare avanti – è detto ancora -, per dare forza al nostro orizzonte dobbiamo, tutti, avere chiarissimo il nostro certificato di nascita, da cui ha mosso i primi passi l’unica forza popolare e riformista italiana. Un certificato di nascita scritto insieme, scritto da chi ha creduto con tutto se stesso che si potesse coronare un grande progetto, un grande sogno: far confluire le grandi tradizioni democratiche-popolari, socialiste, ambientaliste della nostra cultura, forte in fondo di quel processo unitario che fu alla base della lotta al fascismo e della liberazione. Un processo politico ma anche ideale, sociale, ed il problema del 2008 non fu mettere insieme i resti di storie passate, ma elaborare una visione nuova, moderna. Costruire, con fatica, superando mille problemi, diffidenze, a volte rancori storici, il progetto di un’Italia nuova. Appunto. Un’Italia nuova».

Granchio rosso «Non possiamo e non vogliamo tradire quello che ogni democrat ha impresso nel documento d’identità. Non vogliamo – prosegue l’appello – un Pd che, attratto dalle sirene di famiglie politiche europee si trasformi, proprio ora, in un grande granchio rosso. Nello stesso modo il Pd non può sostenere il governo Letta, avendo però in testa comunque il progetto di unirsi domani con chi proprio oggi è all’opposizione di un esecutivo di emergenza nazionale. Costringere oggi i nostri iscritti, i nostri amministratori, i nostri sostenitori, i giovani che per la prima volta hanno varcato la porta di un circolo Pd ad ascoltare musiche di un juke box nostalgico e che gracchia un po’, sarebbe un errore incredibile».

I firmatari Il documento è firmato fra gli altri da Vito Santarsiero (sindaco di Potenza), Francesca Raciti (presidente Consiglio comune di Catania), Mirko Coratti (presidente Consiglio comunale di Roma), Livio Petitto (presidente Consiglio comunale di Avellino), Emilia Barrile (presidente Consiglio comunale di Messina), Nino Interdonato (vice presidente Consiglio di Messina), Luisa Ciambella (vice sindaco di Viterbo), David Paolo (capogruppo Consiglio comunale di Messina), Alberto Monaci (presidente Consiglio Regione Toscana), Eros Brega (presidente Consiglio Regione Umbria), Vittoriano Solazzi (presidente Consiglio Regione Marche), Massimiliano Scarabeo (assessore Regione Molise), Luca Barberini (consigliere Regione Umbria), Andrea Smacchi (consigliere Regione Umbria), Francesco Rinaldi (Assemblea Regionale Siciliana), Gianfranco Zambelli (consigliere Regione Lazio), Ruggiero Mennea (consigliere Regione Puglia), Michele Monno (consigliere Regione Puglia), Donato Pica (consigliere Regione Campania), Maurizio Policastro (consigliere Comune di Roma), Daniela Tiburzi (Consigliere Comune di Roma), Vinicio Guasticchi (presidente Provincia di Perugia), Feliciano Polli (presidente Provincia di Terni), Riccardo Burresi (presidente Consiglio Provincia di Siena), Maurizio Rubbi (presidente Consiglio Provincia di Pistoia), Marco Bergonzi (capogruppo Provincia di Piacenza), Stefano Mocio (assessore Provincia di Terni), Vincenzo Cappello (sindaco di Piedimonte Matese), Domenico Vitto (sindaco di Polignano), Pino Varacalli (sindaco di Gerace), Daniele Benedetti (sindaco di Spoleto), Gino Emili (sindaco di Cascia), Sebastiano Ventre (sindaco di Alcamo), Massimo Battaglia (sindaco di Campofelice di Roccella) Salvatore Calà (sindaco di Mussomeli), Salvo Gambino (sindaco di Torretta), Lucia Nicoletti (vice sindaco di S.Stefano di Rogliano), Liviana Zanetti (vice sindaco di Bagni di Romagna), Sandro Mariani (assessore Comune di Campli), e Giuseppe Chiappini (consigliere di Montenenero di Bisaccia).

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One reply on “Pd, l’appello di Fioroni: «No all’ingresso nel Pse». Firmano Polli e Brega. Guasticchi smentisce”

  1. Il PD entrera’insieme a SEL nel PSE,con buona pace di Fioroni e gli ex popolari.
    Lo ha detto,implicitamente Renzi,quando ha affermato che il suo ideale e’ il Labour di Tony Blair.

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