di Daniele Bovi
Non proprio un partito nel partito, ma di sicuro «un soggetto politico organizzato all’interno del Pd». La sinistra dem si organizza in vista delle regionali: il battesimo si terrà mercoledì mattina in ‘parrocchia’, ovvero nella sede del Pd in piazza della Repubblica e il nome dell’associazione, inequivocabile, è stato già scelto e sarà «A sinistra». A presentarla sarà Stefano Fancelli, già candidato contro l’attuale segretario Giacomo Leonelli alla segreteria regionale. A febbraio ci saranno le assemblee di presentazione e la costituzione territoriale, il 7 marzo la conferenza programmatica e il 14 l’assemblea costituente. «Quello che vi proponiamo – scrive Fancelli in una lettera agli iscritti pd – è un nuovo primo passo, per un entusiasmante nuovo cammino».
Candidati Di sicuro tra i primissimi passi ci sarà quello verso le candidature all’interno della lista dem. «A sinistra» ha l’intenzione di schierare i suoi rappresentanti (nelle settimane scorse si è parlato di Attilio Solinas come uno dei papabili), chiude la strada a eventuali terzi mandati e, per quanto riguarda le alleanze, punta alla ricomposizione del centrosinistra: «Un Pd – dicono – alleato di se stesso o di liste la cui matrice politico-istituzionale appare confusa è un Pd che può mettere a repentaglio la governabilità – intesa come il tasso di sintonia tra la società e l’effettiva funzionalità delle politiche pubbliche – prima della competitività elettorale».
Il listone Il riferimento, neanche troppo velato, è al listone della presidente di cui si parla da settimane. Un’operazione per coinvolgere pezzi della sanità, dell’imprenditoria, delle libere professioni e dell’università sulla quale si sta lavorando. Contemporaneamente si prova a vedere cosa succede all’interno del catino rosso, ribollente di umori i più disparati. Il segretario regionale del Pd Giacomo Leonelli giorni fa in un’intervista ha aperto le porte alla sinistra, un centrosinistra unito piacerebbe anche alla presidente e per questo il pressing verso i partiti c’è. Sel domenica celebrerà la sua assemblea regionale e lì deciderà il da farsi.
Sel All’appuntamento è stata invitata anche la presidente che dal palco dovrebbe rinnovare l’invito all’unità: «Per quanto ci riguarda – dice il coordinatore regionale dei vendoliani Fausto Gentili – pensiamo che la nostra presenza possa dare un contributo ad un rinnovamento dei programmi e anche del personale politico. Abbiamo un’assemblea regionale dove tratteremo questo problema e molto dipende dalle risposte che avremo. È evidente che l’Umbria ha bisogno di un cambiamento, di un ripensamento di alcuni aspetti della sua direzione politica. Il patrimonio consolidato in tanti anni di esperienza non può essere gettato al vento».
Prc Insomma, non c’è una chiusura netta. La stessa decisione, a breve, dovrà prenderla anche Rifondazione, attraversata dall’ennesima ‘scissione’, stavolta quella fatta dall’assessore regionale Stefano Vinti sempre più orientato, con la sua «Sinistra lavoro», a stare dentro quel centrosinistra che considera casa sua. La palla è quindi tra i piedi di Enrico Flamini e del gruppo dirigente del Prc, che deve decidere se intavolare un’alleanza o se tentare una corsa solitaria di un soggetto aperto a tutti quelli che si riconoscono nella declinazione umbra de L’Altra Europa con Tsipras, dove però al posto del 40enne premier greco ci sarebbe il professor Mauro Volpi, tra quelli a cui Flamini e non solo guarda come possibile portabandiera.
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