di Ivano Porfiri
«Tutti vogliono sapere se mi candido a sindaco di Perugia. Ancora no, ma sicuramente l’esperienza di molti amici non è futuribile in una sorta di quiescenza di fronte a chi è più prepotente». Esce, sostanzialmente, allo scoperto il presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi sabato sera alla Festa democratica di Perugia, non sfidando apertamente Boccali, ma annunciando un documento che chiederà le primarie. Lo fa rispondendo alla polemica montata negli ultimi giorni dal palco della festa democratica di Santa Sabina.
La polemica Lo scontro è tra Guasticchi e l’asse Marini-Boccali. Sullo sfondo c’è la candidatura a sindaco del capoluogo nel 2014, ma soprattutto gli equilibri e le ambizioni dentro il Partito democratico. La bordata della Marini è partita sullo stesso palco della Festa democratica di Santa Sabina alla presenza del segretario nazionale Guglielmo Epifani e dello stesso Boccali: «Come osa il presidente della Provincia mettere in discussione un sindaco al primo mandato?». L’accusa della presidente della Regione, tra le righe, è con la scusa delle primarie di destabilizzare il partito per fini personali. La risposta di Guasticchi è arrivata attraverso i social network: «Oserò ancora», per poi dare appuntamento proprio per sabato sera, dove era previsto un dibattito con ospite – tra gli altri – proprio Guasticchi.
Parlavecchio e le firme Nei giorni precedenti l’evento di Santa Sabina i ‘guasticchiani’ hanno lanciato una raccolta firme per chiedere le primarie a tutti i livelli. Intanto, il segretario cittadino Franco Parlavecchio si è detto «disponibile» a parlare di primarie, ma solo «nelle sedi opportune».
Lo show di Guasticchi Il tema della serata è ‘Lo sviluppo integrato dell’area di Perugia e Corciano’ ma Guasticchi si prende la scena: «Tal volta alzare un po’ i toni – esordisce – porta anche dei risultati, qualcosa si muove. Abbiamo usato Facebook e Twitter perché oggi si comunica così. Di fronte a un’interpretazione singolare dello statuto regionale da parte di due autorevoli esponenti del partito ho inteso intervenire». Secondo Guasticchi «di fronte a tanti pericoli, da Grillo alla crisi della politica, invece di dire: apriamo con le primarie, scegliamo il candidato migliore qualcuno non la pensa così».
La frase «scappata» «Io – ha continuato Guasticchi – ho ricordato che c’è l’articolo 19 dello statuto del Pd che dice che le cariche sono tutte contendibili e basta il 15% delle firme per chiedere le primarie. Sicuramente questo ha fatto scappare la frase alla Marini, sicuramente involontaria, ‘non osi Guasticchi chiedere primarie’. Io ho solo chiamato la gente venire qui per dire perché vogliamo le primarie».
Documento in arrivo Guasticchi ha annunciato che sta nascendo «un documento molto importante sottoscritto da sindaci, militanti, amministratori. Vogliamo lanciare messaggio – ha spiegato – che certe scelte per le cariche pubbliche non devono scegliersi dentro organismi di partito che racchiudono le più bieche dimostrazioni di cencelliana memoria. E’ pericoloso, sono preoccupato.
«Per ora non mi candido» Il presidente ormai uscente della Provincia, ha detto che «se le province fossero rimaste (e non è detto ancora) e io avessi voluto ricandidarmi, sarei stato il primo a firmare un documento per chiedere le primarie perché sono sicuro di aver governato bene. I candidati ne escono rafforzati se hanno governato bene». Sollecitato se, quindi, si candiderà a sindaco di Perugia: «no, ancora no, ma insieme ad altri amici non ci arendiamo ai prepotenti e vogliamo continuare a fare politica». Non attacca Boccali, poi, però sottolinea che «e c’è problema sicurezza forse si è stati troppo tolleranti. Dobbiamo stare vicino a chi lotta la criminalità come fatto noi con la polizia provinciale».
Tutti renziani Anche sul tema Renzi, Guasticchi punge. «Oggi sono tutti renziani – ha detto – anche chi lo aveva avversato alle primarie, ma noi, da uomini che fanno politica, sappiamo che la conversione sulla via di Damasco è tipica di questo sistema politico, ma c’è un limite morale. Io non rispondo offendendo, noi continueremo a osare, proseguiremo a giocare la partita, chi ci dice ‘non osi’ non sa quale sarà il futuro di questa regione. Se ci diranno: le firme non servono, decidono gli organi di partito, faremo rispettare lo statuto».
Le repliche dei presenti A Guasticchi hanno replicato i presenti. «Non ci sto a sentire che le segreterie sono posti di spartizioni – ha detto il capogruppo Pd al Comune di Perugia, Francesco Mearini – è il partito però che deve decidere». Il sindaco di Corciano, Cristian Betti, passato per le primarie ha detto: «Le primarie a Corciano sono state una cavalcata meravigliosa. Ma il bello del Pd è la varietà di vedute che diventa unità: la polemica non deve esistere, basta seguire lo statuto. Se i tre quinti dell’assemblea comunale di Perugia individua un candidato quello è, altrimenti si va a primarie».
