di Chia.Fa.
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Centodue firme apposte da altrettanti iscritti pronti a sostenere la candidatura di Vincenzo Riommi alle prossime amministrative. Chi pensava che il sindaco Nando Mismetti, incassando il sostegno dei tre quinti dei delegati, avesse messo il sigillo alla corsa elettorale per il secondo mandato, non ha fatto i conti con i tanti simpatizzanti dell’assessore regionale che dal 7 febbraio, come da regolamento, hanno fatto scattare le sottoscrizioni.
In 102 con Riommi L’elenco in cui sono confluiti il 20% dei tesserati Pd di Foligno non è ancora stato consegnato, perché l’obiettivo è quello di appesantirlo ulteriormente grazie all’adesione di altri esponenti democratici, così da incamerare tutta la forza necessaria per imbarcarsi nel braccio di ferro politico con quella componente del partito che chiede il Mismetti-bis senza passare per le primarie. L’obiettivo, infatti, è proprio quello di centrare il ricorso allo strumento partecipativo, chiamando gli elettori del centrosinistra a scegliere il candidato più idoneo per la competizione di maggio.
Le primarie vengono considerate indette «Del resto – spiegano i sostenitori di Riommi – le primarie risultano già indette dal regolamento». A loro dire la mancata votazione sull’operato del sindaco uscente all’assemblea del 5 febbraio ha di fatto spalancato le porte al percorso partecipativo che si concluderà il 2 marzo con l’individuazione da parte dei cittadini del candidato della coalizione. Un’interpretazione che, per forza di cose, dovrà essere discussa in assemblea dove, almeno salvo passi indietro, i tre quinti dei delegati sarebbe favorevole al Mismetti-bis.
«Mossa Mismetti è forzatura» Una mossa, quella compiuta dal sindaco uscente all’indomani della riunione, che non è piaciuta alla componente del Pd vicina a Riommi. In particolare è il consigliere comunale Elio Graziosi a spiegare: «Riteniamo si sia trattato dell’ennesima forzatura registrata negli ultimi mesi, considerando che il candidato sindaco uscente non era chiamato a raccogliere le firme, essendo ammesso alle primarie di diritto, la nostra intenzione non è spaccare il partito, ma vincere alle prossime amministrative». Dal canto suo l’assessore Riommi per il momento preferisce il basso profilo: «Io mi attengo al regolamento che mi sembra abbia indetto le primarie, gli iscritti lavorano in questo senso, quando saranno depositate le firme vedremo».
Il braccio di ferro, insomma, è appena iniziato ma la trentina di delegati che ha firmato per Mismetti, considerando le varie interpretazioni circolate sul regolamento, potrebbe anche essere chiamato a deliberare sulla ricandidatura del sindaco uscente. Ma dall’altra parte della barricata già si fa sapere: «Significherebbe bloccare le primarie, tutto si può fare, ma non ci sembra corretto».
