di M.R.

Si allunga la lista di chi lascia incarichi dentro il partito o molla direttamente il Pd, non manca chi è pronto a fare il salto in Alternativa popolare e chi, con Bandecchi, cerca solo temporanee intese, come associazioni temporanee di scopo che potrebbero aprire la via ad accordi di più ampio respiro.

Il Pd perde pezzi Intanto a girare i tacchi e chiudere la porta è il sindaco di Lugnano in Teverina, Gianluca Filiberti. Con una lettera inoltrata ai segretari Dem, comunale, provinciale e regionale, lo scorso luglio, ha palesato il suo disagio dentro una formazione politica nella quale non si riconosce più. Da allora, nessuna risposta dai destinatari della missiva e rispetto a un passaggio ad Alternativa popolare non conferma né smentisce.

Filiberti «Tutto può succedere. Sono un uomo libero avendo lasciato il Pd e resta in me la voglia e la determinazione di fare politica, dettata dalla volontà di fare il bene per la collettività». Nella lettera Filiberti scrive: «Vi comunico la mia uscita dal Pd con conseguente riconsegna della tessera a partire dalla data odierna (era il 25 luglio scorso ndR). Un Partito di cui ho fatto parte sin dalla nascita e per il quale mi sono speso con impegno e lealtà fino all’ultimo, nella speranza di qualche segnale di apprezzamento che potesse consentirmi di continuare il mio supporto fattivo per il bene comune di tutti gli elettori. Questa è per me una decisione maturata e dettata dalla costante e inesorabile marcia intrapresa dal Partito nazionale che negli ultimi tempi è sempre più lontana dai miei ideali di come fare politica».

Addio ai Dem «Per me, la politica – prosegue Filiberti – è inclusione, è servizio, è servizio al prossimo e al territorio, è servizio al mio paese nel modo in cui tutti i giorni cerco di lavorare con passione per i miei concittadini lugnanesi. Questi sono i valori a cui mi sono sempre ispirato e continuerò ad ispirarmi». Poi citando Aldo Moro dice che il Pd è secondo lui «un partito che non sa rinnovarsi, che non sa valorizzare le persone che si spendono per il bene di tutti, ma che conserva dentro di sé una classe dirigente oramai obsoleta, correnti e vecchi scheletri della poltrona non più idonei. Esco e ritiro la tessera, perché mi piace fare politica, mi piace spendermi per gli altri … e con questo partito non ci sono riuscito».

Sindaci Dem vicini a Bandecchi E che possano esserci altre fuoriuscite dal Pd con successivo approdo tra le braccia di Alternativa popolare non è affatto escluso. Si vocifera di qualche primo cittadino della Valnerina che starebbe valutando. Intanto a Terni e provincia è bastata la questione delle nomine Sii a creare scompiglio, visto che il ‘pensiero unico’ come lo intende il segretario comunale del Pd Pierluigi Spinelli, è passato per due differenti note rese alla stampa: «Non erano in contraddizione l’una con l’altra; con il segretario provinciale Fabrizio Bellini abbiamo solo voluto puntualizzare che pur sottoscrivendo il contenuto elaborato da alcuni primi cittadini Dem, era da escludersi un accordo con Bandecchi».

Nomine Sii Ma pure sul nome di Lorenzo Filippetti al vertice della società ci sarebbero forti resistenze: «Non ritengo sia possibile nemmeno proporlo il nome del segretario provinciale del partito per quel ruolo» dichiara Spinelli a Umbria24, e non mancano malelingue che insinuano acredini personali in questa partita. Ad ogni modo il Pd è costretto a guardarsi dentro, perché se anche per ragioni personali, nell’arco delle ultime due settimane ha assistito al passo indietro di Raffaele Di Micco da segretario del circolo di Borgo Rivo e le dimissioni di Simona Berretta dagli incarichi attuali.

Simona Berretta Quello della storica militante Dem di Terni un arrivederci: «Gli impegni lavorativi e le numerose vicissitudini passate nel corso degli anni, hanno fatto si che maturassi tale scelta, completamente svincolata dalla mia appartenenza politica e dalle mie convinzioni, non sempre coincidenti con la linea del nostro partito, ma che non hanno leso la mia visione. Colgo l’occasione per ringraziare il Segretario Comunale ed il partito tutto per avermi dato la possibilità di essere dirigente in momenti storici diversi tra loro e per aver cercato di dare un cambio di passo notevole, a volte faticoso ed incomprensibile dal di fuori. Tanto è stato fatto, ma purtroppo molto c’è ancora da fare affinché le idee e le prospettive coincidano con la realtà. A lui faccio il mio più grande in bocca al lupo».

I Dem Tra le anime del Pd non manca chi vorrebbe far credere che le sue e quelle di Di Micco siano dimissioni rapprsentative di una crisi, tanto più facendo seguito al passaggio repentino della candidata Barbara Margheriti ad Ap; sono quei Dem convinti che un cambio di passo non può essere effettivamente impresso se non attraverso un passo indietro del segretario dopo la mission fallita del ballottaggio alle amministrative: «Nessun passo indietro, nessuna crisi aperta dentro il Pd che invece guarda avanti ed è ripartito anche dalla festa a Cardeto quest’anno». Se la crisi insomma c’è, non tutti la vedono: a restituire il quadro reale potrebbe essere da qui alle Regionali proprio l’atteggiamento dei sindaci Dem. Quanto è forte l’attrazione con Ap? A ben vedere le aperture trasversali sembrano toccare anche il M5s: lunedì mattina il consiglio comunale di Terni, con 9 voti a favore, ha eletto l’assente Claudio Fiorelli in commissione alloggi.