di Ivano Porfiri
«Mi ricandido contro i caminetti romani e perugini di pochi che scelgono per tutti e perché i territori siano rappresentati secondo i livelli sovracomunali». Dopo Bocerani, Chianella e Marinelli, è stata la volta del segretario provinciale Dante Andrea Rossi presentare la sua ricandidatura alla guida del partito. Presenti la deputata altotiberina Anna Ascani e la folignate Patrizia Epifani.
No ai caminetti «Noi – ha detto Rossi – parliamo a tutti: dai renziani alla sinistra del partito, a tutti quelli che vogliono una declinazinae del cambiamento coerente anche nei livelli politici umbri, la vera battaglia è contro i caminetti e che seguono una logica di conservazione dello status quo, siamo per un partito non chiuso a piazza della Repubblica. E siamo per l’autonomia del partito, che dia pieno e leale supporto alle istituzioni, ma senza commistione dei ruoli».
Volevamo Cernicchi candidato unico Il segretario uscente ha descritto il percorso che ha portato alla ricandidatura: «Abbiamo lavorato fino all’ultimo per far emergere una candidatura unitaria e io personalmente avevo dato la disponibilità su un ragionamento unitario sul nome di Cernicchi per tenere insieme tutte aree politiche del partito, perché vogliamo unità e possibilità di cambiare». La cosa, però, non ha funzionato. «La volontà unitaria – ha spiegato Rossi – è venuta meno per la mancata disponibilità di Cernicchi ed è tornata la logica dei caminetti perugini, che pensavano di decidere in pochi non tenendo conto dei cambiamenti nella società e nel partito e sono riemerse tante candidature contro lo spirito di unitarietà». Rossi ha ringraziato pubblicamente Paolo Morbidoni, contattato l’ultimo giorno utile, che ha fatto un passo indietro «per la profonda amicizia e stima che ci lega».
Livelli intercomunali Il punto cardine del programma di dante Andrea Rossi sta in un ordine del giorno che sarà proposto «a tutti i circoli» contro l’abolizione dei livelli intercomunali. «In questi 2 anni ci sono state state tante novità, in primo luogo che il livello provinciale non avrà più dai prossimi mesi un livello istituzionale di riferimento (la Provincia). Nel frattempo, poi, stanno nascendo le Unioni speciali dei comuni: non ha senso quindi proporre per il partito un modello vecchio, si deve puntare su livelli intercomunali che rispondano al riassetto istituzionale del territorio».
Trasimeno cardine Rossi sottolinea il sostegno alla sua candidatura di Alessandro Torrini (presidente dell’Unione intercomunale del Trasimeno) e spiega di pensare a un partito organizzato secondo le seguenti aree: Trasimeno, Flaminia-Valnerina (comuni Vus), Altotevere, Alto Chiascio, Media Valle del Tevere (da Perugia a Todi).
Vitalizi al partito Infine Rossi lancia una sorta di provocazione: «Siamo perché le risorse che vengono da Roma siano distribuite a tutta la nuova organizzazione territoriale del partito e nei circoli, senza privilegiati che lavorano al partito. Dobbiamo riscoprire lo spirito di servizio e di volontariato. Per questo chiediamo chi riceve vitalizi di migliaia di euro di destinare una quota alla vita dei circoli: sarebbe un bel gesto, fermo restando che siamo per cancellazione vitalizi».
