Boccali, Marini e Leonelli (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

In una sala con molte sedie vuote e scossa dalla notizia della morte di Alberto Provantini, un pezzo di Pd umbro ha incoronato pubblicamente Giacomo Leonelli, candidato alla segreteria regionale del partito. Venerdì pomeriggio il 34enne avvocato perugino sul palco della sala dei Notari era seduto tra la presidente della Regione Catiuscia Marini e il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali: titolo della manifestazione, «L’Umbria prima di tutto». Poco più in là l’ospite d’eccezione ovvero Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio e uno degli esponenti di punta dei Giovani turchi. ‘Turchi’ che rappresentano la larga maggioranza della platea: ci sono gli onorevoli Giampiero Giulietti, Valeria Cardinali e Gianluca Rossi, il sindaco di Marsciano Alfio Todini e l’assessore perugino alla Cultura Andrea Cernicchi. Poi qua e là pezzi della Cgil come il segretario Mario Bravi e Vincenzo Sgalla, dirigenti della Regione come Emilio Duca e Giovanni Moriconi, il presidente di Gesenu Luciano Ventanni, il segretario della Cisl Ulderico Sbarra, Roberto Giannangeli della Cna e i vertici dell’ospedale perugino, ovvero il direttore dell’azienda ospedaliera Walter Orlandi e Giuseppe Ambrosio.

FOTOGALLERY

C’è Zingaretti In platea anche il segretario del Pd cittadino Francesco Giacopetti, l’assessore Ilio Liberati e pure uno degli altri due candidati, ovvero Stefano Fancelli che in sala va da un angolo all’altro parlando con tutti. Qualcuno ci scherza su, o forse neppure troppo: «La metà di quelli che sono qui dentro voteranno lui». Assente giustificato il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo. E assenti, a parte quelli di osservanza ‘leonelliana’, sono i renziani di Marco Vinicio Guasticchi: la fotografia della sala è questa. Questo mondo fatto di buona parte degli amministratori, Giovani turchi in primis, renziani e i fedelissimi di Gianpiero Bocci (assente anch’egli), formano quel ‘triangolo’ che sostiene Leonelli e che, secondo alcuni, lascerebbe poca libertà di manovra al proprio candidato. Un’alleanza che Zingaretti, stimolato sull’argomento dai giornalisti, benedice così: «Anche nella mia regione sta succedendo qualcosa di simile. È importante che una fase anche aspra di confronto sulle leadership nazionali non si riproponga in chiave meccanica quando si parla del futuro e del destino di un territorio».

Leonelli: grazie all’apparato «A livello locale – continua – cambia quasi l’ordine del giorno ed è giusto che la riflessione, il confronto, in qualche modo riparta dal merito delle questioni e io non sono qua come cuperliano, sono qua come il presidente di un’istituzione vicino all’Umbria che vuole portare il proprio contributo a una riflessione del Pd su questa parte meravigliosa del territorio. È una fase positiva anche perché il pluralismo delle idee lascia il passo all’esigenza di trovare un’identità comune». Dalla sua Leonelli inizia il suo intervento con ironia: «Ringrazio l’apparato che ha organizzato questo incontro» ha detto riferendosi alle parole di Fancelli del giorno prima. «L’8 dicembre – spiega – ha cambiato tutto. Da oggi servono occhiali nuovi oppure non riusciremo a vedere la strada di fronte a noi». Il candidato parla del calo degli iscritti, di un Pd «che per troppo tempo è stato in tribuna» e della «sfida» all’insegna dell’innovazione da lanciare anche «alle associazioni e ai sindacati».

Innovazione «L’innovazione – ha detto invece Boccali – non può significare il ‘togliti tu che mi ci metto io’, ma è un tema da declinare. Dobbiamo essere in grado di cogliere la trasformazione che c’è nella società e di non essere percepiti come quelli della continuità e della conservazione». «Con il nostro popolo – ha aggiunto – abbiamo delle difficoltà e questo dibattito lo dobbiamo affrontare senza infingimenti». Secondo il sindaco poi «non possiamo più solo giocare in difesa, è ora di restituire qualche calcetto, rilanciando sulle riforme senza rimanere nel guado. Non possiamo più essere attaccati da chi chiede innovazione senza praticarla». Boccali parla poi di riforme, fusioni dei comuni, delle tecnostrutture che hanno preso troppo peso e chiede «radicalità». «Giacomo – ha detto concludendo – ci dà la possibilità di poter costruire questa discussione nel merito e senza slogan». Di riforme ha parlato anche la presidente Marini, da portare avanti «con coraggio e decisione», e di una innovazione «che deve coinvolgere tutta la classe dirigente». Nel suo intervento c’è spazio anche per il tema delle primarie, che secondo lei «devono dare forza al Partito democratico, senza farle diventare rivincite rancorose».

Rinnovamento «Credo – ha detto poi la presidente parlando della candidature – che sia giusto valorizzare la presenza di tutti e tre giovani candidati e che sono portatori di un’idea di rinnovamento. Io mi sono già espressa dicendo che sosterrò la candidatura di Giacomo Leonelli ma sostenendo quella candidatura sostegno anche un’idea di segreteria regionale che lavori su una conduzione unitaria, plurale e nel segno del rinnovamento e prendendo atto anche del risultato dell’8 dicembre, dell’affermazione di un nuovo segretario nazionale, di una nuova segreteria nazionale e credo che noi dobbiamo far vincere il Partito democratico. I prossimi mesi sono molto importanti per l’Italia e per l’Umbria in modo particolare perché vanno al rinnovo tutte le più grandi città, si eleggono i sindaci, si rinnovano i consigli comunali e credo che abbiamo bisogno di una segreteria che veda anche la convergenza dell’impegno di tanti di noi che sono nelle istituzioni a cominciare da me e penso che Giacomo Leonelli possa avere alcune caratteristiche positive anche in questa direzione di unità».

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “Pd, amministratori e Giovani turchi lanciano Leonelli: «Ormai tocca a un’altra generazione»”

  1. A parte la prevedibile ironia sulle parole del suo avversario, penso che Leonelli abbia poco da stare tranquillo. Al posto suo sarei molto preoccupato di questo improvviso e compatto appoggio da parte della cricca dei Giovani Turchi che lo avevano sempre criticato in precedenza.
    Anche a non voler essere maliziosi c’è da scommettere che parecchi di loro gli chiederanno in cambio l’appoggio per essere rieletti….a meno che gli accordi non siano già stati fatti.
    A me questa grande coalizione non piace proprio e mi fa pensare (mi dispiace per Leonelli) che l’apparato abbia intenzione di restare al suo posto per molto tempo ancora. Alla faccia del rinnovamento!

Comments are closed.