Marco Vinicio Guasticchi (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi e Ivano Porfiri

Dodici tessere del circolo Pd nella piccola Montone sono al centro del verbale della commissione provinciale di Garanzia del Partito democratico di Perugia che, il 15 novembre, ha deliberato la sospensione dal partito per sei mesi del consigliere regionale Marco Vinicio Guasticchi e per otto mesi del vicesindaco di Montone Roberto Persico. Ma l’ex presidente della Provincia, attualmente vicepresidente del Consiglio regionale, contattato da Umbria24, declassa tutto a un «semplice disguido» e assicura che la prossima settimana ci sarà un nuovo confronto che porterà a un chiarimento.

Chi ha deciso La commissione di garanzia è l’organo interno del partito che, tra gli altri compiti, ha quello di vigilare sulla corretta interpretazione e applicazione del codice etico e dello statuto del partito, di adottare pronunce sul rispetto di questi ultimi e di controllare la correttezza delle primarie nonché dell’elezione degli organi di partito. I suoi membri sono iscritti del Pd scelti tra persone di «riconosciuta competenza e indipendenza» e per quanto riguarda quella di Perugia i nomi sono quelli di Gerardo Calvio, Francesco Berrettini, Giampiero Raspa, Elisabetta Galletti ed Emanuele Guerrini.

VIDEO: GUASTICCHI RISPONDE

La vicenda Sono loro, in cinque pagine di verbale e email, a ricostruire una vicenda che inizia il 23 marzo 2016, quando il segretario del circolo dem di Montone presenta alla commissione un esposto «con il quale evidenziava – scrive la commissione – che l’iscritto Marco Vinicio Guasticchi, in concorso con l’odierno vicesindaco di Montone Roberto Persico, dopo essersi approvvigionati di un congruo numero di tessere, diedero luogo alla consegna delle stesse a nominativi diversi, mai tesserati in precedenza, senza il coinvolgimento del segretario e del tesoriere del circolo». Dopo aver sentito telefonicamente Guasticchi, l’11 aprile la commissione informa il segretario regionale e quello provinciale che «un congruo numero di tessere» è stato preso a Roma, alla segreteria centrale, e che le 12 sono state consegnate a varie persone «in quanto, a loro dire, avevano rilevato (Guasticchi e Persico, ndr) un “ingiustificato ritardo”, da parte del circolo, nella distribuzione delle tessere».

Il verbale Passano due settimane e il segretario del circolo di Montone torna alla carica parlando di modalità di tesseramento che «delegittimano il circolo» e i suoi componenti. Si parla di persone mai iscritte negli anni precedenti al Pd e in un caso, quello di Luca Squartini, di una «appartenenza ad altri movimenti politici». Squartini, che si era candidato nel 2014 con la lista di centrodestra Polo per Montone a sostegno del candidato sindaco Andrea Pecorini, è infatti «in una commissione consiliare in qualità di membro esterno nominato dalla minoranza (Polo per Montone, Forza Italia)». Con questa nuova richiesta tra le mani la commissione convoca per cinque volte Squartini, che però non si presenta mai ma che in compenso, il 14 settembre, con una mail «rassegnò le dimissioni e consegnò “virtualmente” la tessera». La commissione parla di una persona «notoriamente appartenente a forze politiche avverse al Pd, ancorché tuttora presente ufficialmente in una commissione consiliare in qualità di membro esterno nominato dalla minoranza».

Il forzista Pd In particolare si tratta della Terza commissione di cui Persico è presidente «e, pertanto, la circostanza denunciata e rilevata puntualmente dal circolo di Montone non poteva non essere a conoscenza quantomeno di Persico». A ulteriore riprova della ‘fede’ di Squartini c’è il comunicato, datato 17 gennaio 2015, in cui si parla della nascita del movimento civico «Moderati per Montone» in cui si dice che «noi ce la metteremo tutta, nel nostro piccolo, per i nostri cittadini, per la nostra regione, per Forza Italia e per il nostro presidente Silvio Berlusconi». Insomma, non esattamente un supporter di Renzi, Bersani o D’Alema. A proposito di questo caso la commissione sottolinea la «deliberata scelta di non voler, e non già di non poter e/o saper, chiarire quanto denunciato», nonché il «totale disinteresse e inattività di Guasticchi e Persico nel concorrere a chiarire i motivi di assegnazione della tessera».

Violazioni Riguardo a tutti gli altri casi la commissione imputa ai due il mancato rispetto dell’articolo 8 del regolamento del tesseramento, quello in cui si spiega che che l’iscrizione avviene solo nella sede del circolo, e il 9, cioè quello in cui si dice che solo nel caso di «comprovata impossibilità» il ritiro della tessera può avvenire all’ufficio adesione del coordinamento provinciale invece che al circolo. Secondo quanto stabilito dalla commissione infatti, che sottolinea di aver invitato Guasticchi e Persico per cinque volte prima di ottenere un incontro (avvenuto il 17 ottobre), «l’approvvigionamento e l’assegnazione» delle tessere sia stata gestita dai due. Della consegna, agli uffici della segreteria provinciale di piazza della Repubblica e non a Montone, se ne sarebbe occupato Persico. Sempre il 17 ottobre i due hanno promesso che avrebbero fatto arrivare un controricorso: il 7 novembre, non essendoci ancora nulla sul suo tavolo, la commissione li sollecita a consegnarlo dando come scadenza il 15 novembre; data entro la quale però il controricorso non arriva.

Toni duri Nel verbale l’organo di garanzia dem usa toni duri parlando di «gravi inadempienze e anomalie», di mancata collaborazione e disponibilità e anche di «atteggiamento arrogante e irrispettoso manifestato in più occasioni, in particolar modo da Guasticchi, nei confronti della commissione e minaccioso nei confronti dei denuncianti». In più si sottolinea «la formulazione di generiche e gravi accuse verso altri membri del partito, esclusivamente con l’intento di sminuire le proprie responsabilità». Da ultimo la commissione spedisce il verbale anche ai colleghi di quella nazionale «perché accerti la correttezza del comportamento del vice segretario nazionale Lorenzo Guerini che, a detta di Guasticchi, avrebbe fornito le tessere in questione».

Le email Allegate al verbale ci sono anche una serie di email. In una datata 11 ottobre Calvio scrive ai due spiegando che alla commissione «risulta in modo inequivocabile che avete operato, senza averne titolo, il tesseramento di 12 persone adducendo a pretesto che il circolo di Montone era inattivo sugli adempimenti»; circostanza smentita dal segretario di Montone. Guasticchi in risposta il giorno dopo chiede alla commissione che la stessa «solerzia» venga «applicata a 360 gradi e non solo ad ex sindaci destituiti o a dirigenti nazionali (Guasticchi è membro anche della Direzione nazionale, ndr) che in modo trasparente promuovono il tesseramento di persone non gradite per meri motivi correntizi». Un consigliere regionale che si sente «offeso da questo atteggiamento persecutorio» e che di fronte a un «fantomatico sanzionamento» è pronto a convocare una conferenza stampa. In un’altra mail, stavolta del 15 ottobre, Persico si dice «stupito e amareggiato», accusa il segretario del circolo di un calo della partecipazione alle riunione e ricorda come a maggio si fosse dichiarato «completamente estraneo» a tutto quello che gli viene imputato: «Non ho mai né fatto firmare alcuna tessera ad alcuno né portato tali tessere alla sede del partito a Perugia».

Guasticchi: «Solo un qui pro quo» Contattato telefonicamente da Umbria24, Marco Vinicio Guasticchi parla di «un malinteso, una questione di lana caprina» in quanto «il chiarimento da parte nostra c’era stato, con una lettera che abbiamo inoltrato alla segreteria provinciale il 2 novembre ma che, per un disguido, non è arrivato in tempo alla commissione». Quindi, alla luce di ciò, il provvedimento sarebbe, di fatto, sospeso, in attesa di una nuova riunione la prossima settimana in cui si prenderà in esame la “difesa” di Guasticchi e Persico. In realtà, sullo sfondo della vicenda c’è chi intravede il duello tutto interno al Pd altotiberino tra Guasticchi e la componente vicina al deputato Giulietti. L’ex presidente della Provincia non lo dice direttamente. «Certo – rileva invece – vedo che il partito, di fronte a 287 esponenti che si schierano per il No al referendum, quindi contro la linea del segretario nazionale, non muove un dito. Contro di me, invece, renziano da sempre si rileva questo ‘gravissimo evento’ di fare tessere del Pd».

In una nota Francesco Berrettini, presidente della Commissione provinciale di garanzia, precisa: Con riferimento a quanto da Voi pubblicato in merito alla sospensione dal Pd di Marco Vinicio Guasticchi mi corre l’obbligo di precisare che il riferimento al vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini nella vicenda delle tessere può essere fuorviante e male interpretato nel senso che il suo nome è stato fatto impropriamente e senza le dovute verifiche; in effetti Guasticchi avrebbe chiesto alla segreteria nazionale delle tessere in bianco che poi gli sarebbero state recapitate attraverso tale Tramontani. Queste notizie sono state fornite alla Commissione di garanzia da Guasticchi stesso ed in ogni caso hanno bisogno di riscontri e verifiche, prima che possano essere chiamati in causa soggetti che al momento risultano del tutto estranei alla vicenda. Se dal materiale in vostro possesso si può arguire diversamente è solo dovuto ad una imprecisa ed affrettata scrittura.

Twitter @DanieleBovi

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