di Daniele Bovi
Pd, Psi, Pdl e i sindaci del Cucco da una parte; Idv, Legambiente, Wwf e la comunità montana dell’Orvietano-Narnese dall’altra. Questi gli schieramenti sulla proposta di legge di Massimo Buconi (Psi), Andrea Lignani Marchesani (Pdl) e Andrea Smacchi (Pd), in discussione in queste settimane in Consiglio regionale, che va a modificare la normativa sulle aree contigue a quelle naturali protette. Il ddl, che la Seconda commissione conta di approvare nel giro di due settimane, raggruppa le tre diverse proposte formulate dai consiglieri e, in estrema sintesi, prevede la possibilità, in capo alla giunta e non più al Consiglio regionale, di rivedere i perimetri delle aree vicine ai parchi o la loro soppressione.
Norme e timori I consiglieri scrivono poi che le decisioni verranno prese in conformità con la legge nazionale 394 del 1991, che regola l’istituzione e la gestione dei parchi, e con il consenso di enti locali e gestori delle aree. Sette quelle naturali protette dell’Umbria: Monti Sibillini, Monte Cucco, Monte Subasio, lago Trasimeno, zona di Colfiorito e quelle dei fiumi Tevere e Nera. Due sole le aree contigue istituite dalla Regione: quella del Monte Cucco e del Subasio. Per quanto riguarda la prima si prospetta la soppressione. Il timore dell’Idv, e non solo, è che la norma rappresenti un grimaldello che consentirà di costruire con più facilità e senza tutti gli stringenti vincoli del caso (sulle aree c’è la supervisione della Soprintendenza per i beni paesaggistici) vicino alle aree naturali protette.
Lo scontro Lo scontro è anche tra chi sostiene che la legge nazionale preveda in modo obbligatorio la costituzione di aree contigue e chi pensa che siano solo opzionali. Molte nel corso degli anni le deroghe, tanto che oggi sulle aree contigue si può anche installare il cosiddetto «microeolico» che poi così micro non è, visto che i pali possono arrivare fino a 18 metri di altezza. Come spiegato poi da Ermenegildo Fabrizi, assessore di Fossato di Vico, i tre quarti della area industriale del suo comune fanno parte dell’area contigua. E se in molti, analizzando la situazione dei parchi regionali, sembrano concordare sulla loro scarsa «attrattività», dall’altra c’è chi pensa, come il segretario regionale dell’Idv Paolo Brutti, che non è una grande idea «sopprimere le norme che tutelano le aree contigue» visto che «i parchi non funzionano».
La gestione La gestione di questi ultimi viene considerata da alcuni al limite del fallimentare. Aree che avrebbero dovuto rappresentare il volano per un certo tipo di turismo e di sviluppo economico all’insegna del green, alla fine della fiera hanno «attratto» pochi turisti e hanno dato vita ad altrettanto poche attività. Chi si oppone al ddl però, spiega che per ridare slancio ai parchi occorrerebbe una nuova legge al passo coi tempi e non la soppressione delle aree contigue.
Brutti: non sopprimere i vincoli «Sopprimere i vincoli – commenta infatti Brutti – significa non aver capito che è proprio la tutela ecologica e paesaggistica di quei territori a renderli attrattivi per quelle strutture ricettive e non solo che in altre regioni funzionano e portano turismo e ricchezza. Che senso avrebbe un parco confinante con una pista di go-kart, una maxiporcilaia o, peggio ancora, un complesso edilizio a più piani? La verità – prosegue – è che va ripensato l’intero sistema parchi riempiendo di contenuti queste aree». Parere negativo, nel corso della sua audizione di martedì in Seconda commissione, è arrivato anche dal presidente regionale di Legambiente, Alessandra Paciotto, che ha ricordato come queste aree contigue siano «di grande importanza per la gestione di quelle protette».
L’audizione del 30 maggio Nell’altra audizione del 30 maggio scorso i sindaci dei Comuni interessati dal Parco del Monte Cucco (Costacciaro, Fossato di Vico, Sigillo, Scheggia e Pascelupo), per il quale il ddl prevede la soppressione dell’area contigua, hanno ribadito a gran voce, come fanno da anni, la richiesta di procedere con la cancellazione. Stretti nella crisi economica della fascia appenninica, i primi cittadini del Cucco sono convinti che con meno vincoli si libererà lo sviluppo. In disaccordo sulle modifiche previste dalla proposta di legge anche Alvaro Chiacchiera (Wwf), che il 30 maggio sottolineava come «l’area contigua è essenziale per la gestione del Parco. Il fatto è che la gestione pratica non ha attratto l’indotto economico che ci si aspettava».

