di Marta Rosati

A seguito del video identikit che Umbria24 ha proposto ai propri lettori per ciascun candidato sindaco, con questa intervista scritta intende approfondire alcuni temi emersi in campagna elettorale e conoscere ancor meglio gli aspiranti primo cittadino. Tre quesiti sono gli stessi per tutti, mentre gli ultimi due sono stati pensati su misura per ciascuno dei sette in corsa per la fascia tricolore. L’ospite di oggi è Orlando Masselli.

Se fosse eletto sindaco di Terni, sulla base di quali criteri sceglierebbe il proprio vice e gli assessori? Quali le deleghe che assegnerebbe?

«La scelta del vicesindaco si baserà sugli elementi che riguardano la fiducia e la rappresentatività politica. Per quanto riguarda i nomi per gli assessorati, la scelta dipenderà dalle competenze. Su questo fronte la novità che introdurrò sarà quella del consigliere delegato, un meccanismo che permetterà ai cittadini di avere un punto di riferimento specifico sul territorio per rappresentare le proprie istanze in Comune e allo stesso tempo darà agli stessi consiglieri un ruolo più efficace nella macchina comunale».

Tra i temi più sentiti dai cittadini, nel corso di questa campagna elettorale, compaiono la carenza di opportunità di lavoro e le inefficienze della sanità pubblica. Nei limiti delle competenze dell’ente comunale, quali strategie adotterebbe per migliorare Terni in questo senso?

«Sui fronti lavoro e sanità, potrò e vorrò puntare su una interlocuzione diretta con gli organismi regionali e nazionali. In Regione possiamo contare sull’appoggio della governatrice Tesei e della sua squadra, a livello di governo centrale ho amici personali e sostenitori che di sicuro – e lo stanno già facendo – permetteranno la giusta considerazione delle questioni che riguardano Terni».

Terni tra i tanti brand che negli anni passati altre amministrazioni hanno tentato di cucirle addosso, ha conosciuto un’importante parentesi cinematografica. Oggi restano un festival, una film commission regionale e gli studios di Papigno. Cosa farne?

«Il nuovo slogan per Papigno deve essere: ‘Non più solo cinema’. Il tempo e le vicende giudiziarie ci insegnano che quella struttura deve essere ripensata e riconvertita, sfruttando al massimo il progetto per un grande parco multimediale e anche i nuovi servizi di mobilità che dal centro arrivano alla Valnerina, ossia la nuova pista ciclabile».

Lei ha parlato di un parco a tema dedicato a una delle risorse più importanti della storia di questo territorio: l’acqua. Può spiegarci meglio cosa ha in mente, come e dove sogna di realizzarlo?

«Il progetto prevede un grande parco tematico, interattivo e multimediale, all’interno degli Studios di Papigno, per valorizzare al massimo tutta la storia e la cultura che questo pezzo di territorio ha offerto e può ancora offrire. L’idea inoltre è di impreziosire il museo dell’idroelettrico della vecchia centrale, con l’obiettivo di farlo diventare il primo museo della tecnologia idroelettrica italiana».

La sua candidatura a sindaco di Terni è maturata nell’ambito di un centrodestra apparso diviso tra partiti e addirittura dentro i partiti. Non c’è forse il rischio che, a una sua eventuale elezione, risulti difficile governare tra tutte le forze di coalizione?

«La mia candidatura è espressione di un centrodestra unito, talmente unito che rappresenta anche forze civiche che rappresentano diversi mondi della cittadinanza».