«Per l’ospedale di Terni serve un grande intervento di edilizia sanitaria che riscuota interesse a livello nazionale, perché i fondi ordinari non bastano. Azienda ospedaliera e Usl uniche in un Umbria? Non rispondo alle fake news». Si apre anche il fronte edilizio sul Santa Maria di Terni «il più vecchio come struttura» su cui, dopo l’audizione in commissione comunale, l’assessore Barberini è tornato a parlare nel medesimo organismo della commissione regionale, sollecitato dal consigliere Andrea Liberati (M5s).
Ospedale, si apre il fronte edilizio Diventa, quindi, più largo il fronte sul futuro dell’ospedale di Terni, andando a toccare anche l’immobile in cui prende posto il nosocomio «il più vecchio come struttura, ma – dice Barberini – nonostante ciò offre alta specializzazione e si consolida come attrattivo per pazienti da fuori regione». Ma gli interventi al Santa Maria servono e per questo l’assessore dice che «serve un grande intervento di edilizia sanitaria che riscuota interesse a livello nazionale, perché i fondi ordinari non bastano: a maggio sarà vagliato il progetto definitivo del nuovo ospedale di Narni-Amelia, che costa 58 milioni per 114 posti letto, immaginate quanto costerà Terni che ne ha 600».
Fiorini e Rometti All’attacco quindi Fiorini secondo cui «Terni ha bisogno di un nuovo ospedale non della sola tinteggiatura della facciata: Barberini – dice durante i lavori – risponda anche sull’azienda unica e sui concorsi per primari dove già ci sono mentre altri reparti sono scoperti»; mentre il consigliere Silvano Rometti (Socialisti) ha avanzato la «proposta di includere le necessità dell’ospedale di Terni nel nuovo Piano sanitario regionale, per dare il maggiore risalto possibile e dire anche al governo che ci sono necessità».
«Azienda unica? Non rispondo a fake news» In questo senso, l’assessore regionale alla sanità ha ribattuto che «ad eccezione di due o tre situazioni, le procedure concorsuali per i primari verranno completate entro il 30 giugno, ma tra quelli che hanno lasciato Terni solo uno lo ha fatto per scelta professionale, gli altri sono andati in pensione. Sull’azienda unica non ho nulla da dire perché non rispondo sulle fake news – ha proseguito Barberini – mentre per il Piano sanitario posso dire che c’è stata la partecipazione di chiunque lo abbia richiesto, ma siamo ancora alle bozze e sono incomplete: a febbraio ci saranno gli ultimi tavoli tematici e poi il documento definitivo verrà preadottato, con una partecipazione in tutte le dodici zone sociali dell’Umbria».
