Sabbione, Campitello, Colle Obito sul podio delle location, indicate nel documento di fattibilità, per la realizzazione del nuovo ospedale di Terni. La soluzione dell’area industriale della città, che è quella che da studi tecnici ha totalizzato il maggior punteggio, non è l’unica che la giunta regionale si è detta disponibile a valutare, aprendo piuttosto al dibattito pubblico sul tema. Tra contestazioni per la localizzazione ritenuta più idonea e quelle per il metodo adottato dalla presidente Proietti, è tra le forze politiche che si distinguono chiaramente le diverse posizioni.

«La presentazione del Docfap per il nuovo ospedale di Terni – dichiara il capogruppo Pd in Regione, Christian Betti – fissa un punto fermo per la sanità regionale. Con l’azione promossa dalla Giunta Stefania Proietti siamo finalmente passati ad una fase nuova; un piano d’azione trasparente, solido e vincolante. Il potenziamento dell’infrastruttura sanitaria ternana diventa così la priorità centrale dell’intera programmazione umbra».

Così, mentre la maggioranza di governo regionale rinnova la fiducia alla governatrice, da Terni c’è ad esempio il partito di Azione che, mantenendo un approccio piuttosto neutrale, attraverso il segretario provinciale Michele Pennoni chiede di accelerare i tempi e promette di monitorare costantemente e ‘senza sconti’ l’iter, compreso quello di eventuale riconversione degli edifici di Colle Obito a cittadella della salute. Su questo ultimo punto, dello stesso avviso è l’ex sindaco di centrodestra Leonardo Latini che, prima di tutto, fa appello ai ternani per la coesione: «Rimaniamo uniti e concentrati sul vero obiettivo: pretendere subito le risorse finanziarie per il nuovo ospedale».

Lo stesso Latini rivela: «Dopo aver ascoltato tecnici, urbanisti e personale sanitario, mi sono convinto che la scelta migliore sia quella di realizzare il nuovo ospedale a Campitello. Con un’estensione pianeggiante di quasi 17 ettari e un costo complessivo stimato attorno ai 550 milioni di euro, Campitello ci permetterebbe di applicare le migliori tecniche dell’ingegneria sanitaria contemporanea: con tempi di realizzazione certi previsti in 8 anni, layout modulari e flessibili e l’opportunità di affiancare al polo ospedaliero un Campus dedicato all’innovazione e alla ricerca. Senza dimenticare l’ulteriore punto di forza della viabilità: la reale fattibilità di un collegamento viario diretto con l’arteria della E45, garantendo un’accessibilità e una rapidità d’immissione dei mezzi d’emergenza paragonabili alla localizzazione Maratta-Sabbione. Colle Obito – prosegue – non verrebbe affatto abbandonata, diventerebbe la cittadella della salute territorializzata».

Non manca di intervenire Marco Ravasio di Umbria civica che, pensando alla soluzione Sabbione, suggerisce una struttura unica superando l’ospedale Narni-Amelia; lo stesso Ravasio quindi chiede risorse e tempi certi sollecitando la valutazione attenta di una rigenerazione del ‘Santa Maria’, nonché, a prescindere, un suo immediato potenziamento: «La politica ha il dovere di guardare anche all’emergenza del presente. Terni sta scalando velocemente la classifica delle città italiane con la maggior incidenza di patologie tumorali. Far credere che la costruzione di un nuovo ospedale sia l’unica via possibile significa rinviare le risposte che i cittadini chiedono oggi. La salute dei ternani e dei cittadini dei territori attigui non può aspettare».

E mentre i Giovani democratici di Terni, guidati da Francesco Buzzao, difendono il metodo Proietti e accusano Bandecchi e centrodestra di polemiche strumentali, è proprio da questi schieramenti che, lunedì mattina, è arrivato il sì all’atto di indirizzo di Roberto Pastura (capogruppo FdI a Palazzo Spada) e altri. Con 25 voti favorevoli, il consiglio comunale ternano ha chiesto al sindaco e alla giunta di richiedere una seduta del consiglio comunale dedicata esclusivamente al nuovo ospedale pubblico di Terni, chiedendo preliminarmente alla Regione Umbria, la trasmissione integrale degli atti deliberativi e dei documenti approvati e sottoscritti sul tema, nonché il quadro esigenziale e funzionale del nuovo presidio, le stime economiche dettagliate e la previsione del quadro delle fonti finanziarie disponibili. Da ultimo, l’assise ha chiesto che la localizzazione definitiva del nuovo ospedale sia assunta soltanto dopo un confronto sostanziale con il Comune di Terni e con il Consiglio comunale e solo a seguito della definizione condivisa di un cronoprogramma dettagliato, corredato dall’indicazione di risorse finanziarie, responsabilità istituzionali e atti amministrativi necessari, affinché la realizzazione del nuovo ospedale di Terni avvenga secondo tempi certi.

A convincere i Bandecchiani a votare l’atto del centrodestra, gli interventi del sindaco e dell’assessore Sergio Anibaldi, secondo i quali il percorso tracciato dalla Regione sarebbe «privo di credibilità e vuoto di effettive risorse». L’assessore in particolare ha contestato il Docfap per i tempi che hanno scandito la produzione del Docfap sulla base di un quadro esigenziale che la giunta Proietti avrebbe acquisito solo un giorno prima e facendo riferimento a una delibera assunta dal precedente governo Tesei, nonché in contraddizione con vecchie indicazioni dei dirigenti dell’ente. Perplessità, ha spiegato Anibaldi, esistono anche e soprattutto in relazione ai finanziamenti disponibili.

I prossimi mesi di confronto saranno evidentemente fondamentali per fugare tutti i dubbi in merito.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.