Sisti e Tesei

di Chiara Fabrizi

Il sindaco di Spoleto Andrea Sisti ha presentato una mozione in consiglio comunale per tentare di imboccare la via della deroga all’interno del cratere del sisma dei parametri definiti per gli ospedali Dea di Primo livello con il decreto ministeriale 70 del 2015, specificatamente per il Punto nascita (a Spoleto chiuso dall’ottobre 2020) e il Pronto soccorso. Il primo cittadino in aula ha spiegato di aver scritto l’atto, depositato lunedì 27 febbraio, dopo averne discusso i contenuti con il commissario per la ricostruzione e senatore di Fratelli d’Italia, Guido Castelli.

Ospedale di Spoleto, la mozione del sindaco A dare lettura del dispositivo è stato il presidente del consiglio comunale Marco Trippetti (Pd): «Il consiglio comunale impegna il sindaco ad attivarsi presso la struttura commissariale dell’area cratere per promovere le modifiche dm  70 del 2015 anche in ordine al sistema sanitario di riferimento, in particolare riguardo ai parametri dei requisiti ospedalieri per quanto concerne i servizi di Punto nascita e Pronto soccorso; a condividere coi sindaci e i vari consigli comunali del cratere la mozione adottata; a sottoporreall’attenzione di tutti i parlamentari dell’area cratere la mozione adottata; ad attivarsi presso il ministero della Salute per ottenere le modifiche al dm 70». L’atto non era iscritto all’ordine del giorno del consiglio comunale di lunedì, perché non è stato presentato nei tempi previsti dal regolamento e il confronto sulla mozione del sindaco potrà eventualmente avvenire nella prossima seduta, che sarà comunque successiva al consiglio comunale aperto di Foligno in programma il 6 marzo.

Respinta ancora la discussione della mozione della commissione sanità  Il consiglio di Spoleto, intanto, ha ancora una volta bloccato la discussione e la votazione sulla mozione approvata all’unanimità, quindi coi voti di maggioranza, in Quarta commissione: si tratta dell’atto, peraltro già al centro di un singolare ping pong, con cui si chiede di fatto alla presidente Donatella Tesei di rivedere l’assetto del Terzo polo ospedaliero, che nascerà dall’integrazione tra i nosocomi di Spoleto e Foligno. Il consigliere Paolo Piccioni (Insieme per Spoleto) ha chiesto l’inversione sulla mozione della Quarta commissione, che per l’ennesima volta non è passata.

Bececco, Piccioni e Cintioli: «Bene iniziativa sindaco, ma non basta» In una nota Piccioni, insieme a Giancarlo Cintioli (Insieme per Spoleto) e Maria Elena Bececco (Spoleto futura-Forza Italia), dice che «la mozione con cui il sindaco impegna se stesso potrebbe essere una strada, ma non basta assolutamente. Contemporaneamente – dicono i tre – Sisti deve assolutamente imporsi con la Regione per riformulare la costituzione del Terzo polo, indicando con chiarezza date e finanziamenti da impegnare anche al fine di un reale abbattimento.delle liste di attesa di una stabilizzazione del personale precario, e dell’assunzione del personale necessario al funzionamento dell’ospedale di Spoleto. La mozione del sindaco, cosi come presentata, rischia di far perdere troppo tempo fondamentale in questa particolare situazione».

@chilodice