di Fra. Tor.
È durata solo una consiliatura, l’esperienza di governo del centro destra orvietano. Giuseppe Germani, con la vittoria di domenica al ballottaggio, ha riportato il centro sinistra in maggioranza.
I numeri Ad Orvieto ha votato il 64,13%. Su 16.765 aventi diritto al voto hanno espresso la loro preferenza 10.752 elettori. Giuseppe Germani ha conquistato il diritto a governare la città grazie ai 5715 voti (il 54,39%) ottenuti al ballottaggio contro i 4793 (il 45,61%) del sindaco uscente Antonio Concina. Su 16.765 aventi diritto al voto hanno espresso la loro preferenza 10.752 elettori il 64,13%.
GIUSEPPE GERMANI COMMENTA IL RISULTATO: IL VIDEO
«Il sindaco di tutti» Il nuovo sindaco ha voluto insistere su un concetto: «Da oggi non dobbiamo più guardare indietro e magari riaprire vecchie polemiche. Io voglio essere il sindaco di tutti e il nostro sguardo deve essere proiettato verso il futuro, per fare solo il bene della città e dare una prospettiva vera ai giovani orvietani».
Il nuovo consiglio comunale Il Pd avrà sei dei dieci consiglieri di maggioranza: Andrea Taddei, Flavia Timperi, Angelo Pettinacci, Donatella Belcapo, Martina Mescolini e Paolo Talanti; la lista civica ‘Per andare avanti’ ne avrà tre: Roberta Cotigni, Massimo Gnagnarini e Claudio Di Bartolomeo; Sel sarà rappresentata da Tiziano Rosati. L’opposizione – sei consiglieri – sarà composta da Antonio Concina e due consiglieri di Forza Italia, Roberta Tardani e Roberto Meffi; Gianluca Luciani della lista ‘Identità e territorio’ e Andrea Sacripanti di Fratelli d’Italia. In consiglio comunale ci sarà anche Lucia Vergaglia, del Movimento 5 Stelle.
Trappolino Secondo il segretario provinciale del Partito democratico, Carlo Emanuele Trappolino, orvietano doc, «la partita che si è giocata ieri ai ballottaggi è stata particolare in provincia di Terni, dove i successi ai ballottaggi di Giuseppe Germani ad Orvieto e di Leo Di Girolamo a Terni ci raccontano una storia diversa. Di crescita e consapevolezza. Quella di un partito che sta cercando di rinnovarsi, che ha ancora tanta strada da fare (non mi sfugge il dato sulla bassa affluenza) ma che sta a mano a mano cercando di ritrovare la sintonia con l’elettorato anche là dove sembrava essere più annebbiata».
I passi falsi La storia, dice Trappolino, «di un gruppo dirigente maturo e responsabile che nei momenti difficili sa fare quadrato e che saprà dare il proprio apporto anche per risollevarsi dai passi falsi di Perugia e Spoleto. Per guardare insieme oltre i confini dei nostri riferimenti territoriali e costruire una Regione democratica e coesa. Perché il nostro compito è quello di costruire cultura democratica e partecipazione, non solo in vista degli già imminenti prossimi appuntamenti elettorali, ma nel nostro quotidiano».
I successi Ad Orvieto, spiega il segretario provinciale del Pd, «ha infatti trionfato quel confronto democratico che attraverso le primarie non ha portato a divisioni bensì a rafforzare quell’unità di intenti che ci ha concesso di riprendere la città dopo gli anni del disastro dell’amministrazione di destra. A Terni la qualità di cinque anni di buona amministrazione è venuta inevitabilmente fuori. Ed in entrambi i casi per poco non si era vinto già al primo turno. Godiamoci intanto queste vittorie, pronti a ripartire con la consapevolezza che la sfida del governo ci impone di dover fare ancora meglio. Auguro a Germani e Di Girolamo un buon lavoro. Il Partito democratico di Terni è al loro fianco».
