Romizi e Brutti durante l'incontro

di Dan. Bo.

Ordinanze per regolamentare l’orario di apertura e la dislocazione delle sale da gioco. La strada viene tracciata da una recente sentenza della Corte costituzionale, che offre questa carta ai sindaci, e in futuro non è escluso che il nuovo sindaco di Perugia Andrea Romizi la percorra. Il tema del gioco e della ludopatia è emerso mercoledì mattina a palazzo dei Priori dove Romizi ha incontrato la Commissione regionale contro la criminalità organizzata e le tossicodipendenze, presieduta da Paolo Brutti. «È importante – ha spiegato Brutti durante il suo intervento – mettere in moto interventi che rendano più complicato il gioco d’azzardo e il Comune può e deve giocare un ruolo centrale. Una recente sentenza della Corte Costituzionale, ad esempio, dice che i sindaci possono disciplinare l’orario di apertura e la dislocazione delle sale da gioco. Questa potrebbe essere una prima azione da mettere in campo». «Leggerò la sentenza – commenta Romizi – e valuteremo anche questa strada».

GRAFICO INTERATTIVO: QUANTO GIOCANO GLI UMBRI

I numeri Un intervento, secondo Brutti, giustificato dai numeri forniti dai Monopoli e pubblicati attraverso un grafico interattivo nelle scorse settimane da Umbria24: negli ultimi tre anni, ogni giorno sono stati giocati dagli umbri tre milioni di euro per quanto riguarda le newslot, le videolottery, il Superenalotto, le lotterie, il Lotto, l’ippica, il Bingo e così via. Al centro dell’incontro poi ci sono stati le tematiche connesse allo spaccio e al consumo di droga, definito da Brutti «fenomeno vastissimo e preoccupante. E non averlo denunciato in passato ha portato a sottovalutazioni che lo hanno fatto crescere fino alle dimensioni attuali. Soprattutto per il consumo siamo difronte ad una situazione vastissima: ci sono studi che ci dicono come la quasi totalità dei giovani perugini ha avuto esperienze di uso di sostanze stupefacenti. Purtroppo il divertimento giovanile è sempre più orientato allo sballo». Oltre a ciò c’è l’aumento del consumo di alcol tra i giovani a preoccupare.

Censimento Nel quadro dipinto da Brutti Perugia è una città dove lo spaccio è in mano a etnie straniere e non alla ‘classica’ criminalità organizzata e dove, per quanto riguarda almeno quello che può fare il Comune, una carta da giocare è quella del censimento delle abitazioni, a partire dal centro storico, per capire chi ci vive dentro «fino ad arrivare – ha detto il presidente della commissione – ai quartieri più difficili». Accanto ad una fase di contrasto poi «c’è il bisogno – ha aggiunto l’ex senatore – di correggere l’idea di una città capitale dello sballo. Questa deve essere una capitale dello studio, un campus dove i ragazzi studiano e si divertono. Per questo servirebbe, come abbiamo spiegati nei giorni scorsi al rettore Franco Moriconi, un collegamento costante tra Comune e Università per una forte azione promozionale». Un’analisi condivisa da Romizi che, oltre a spiegare che «la mappatura delle abitazioni deve essere realizzata», ricorda come in passato «si è pensato che bastasse una smentita, sostenendo che non era vero quello che un servizio mostrava. Ora dobbiamo dare lustro a tutto ciò che di buono c’è, ed è molto».

Prevenzione Poi il sindaco si concentra sull’aspetto della prevenzione che è «fondamentale: dobbiamo – dice – andare nelle scuole a parlare con i ragazzi e capire perché molti giovani, fin da ragazzini entrano in contatto con sostanze stupefacenti. Un processo che comporta tempi più lunghi, ma in questo campo non servono scorciatoie. La politica deve puntare su percorsi più strutturati e più solidi. Togliere gli spacciatori dalle piazze non serve se non eliminiamo il fenomeno dalla base». Un ruolo in tutto ciò dovranno averlo istituzioni e cittadini, ognuno per quanto di competenza: «Il Comune – dice – avrà un ruolo da protagonista, soprattutto nelle aree più calde della città. Ma il ruolo centrale lo devono avere i cittadini: dove si sono attivati ci sono stati gli anticorpi. Dobbiamo risentirci comunità e metterci insieme, incentivando questi fenomeni virtuosi. Tutti quanti, nessuno escluso, dobbiamo lavorare sui quartieri per recuperare le criticità».

Twitter @DanieleBovi

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