L’operazione condotta dai carabinieri e dalla guardia di finanza in diverse regioni, tra cui l’Umbria, che ha portato martedì all’arresto di sedici persone collegate al clan dei casalesi e al sequestro di beni per oltre cento milioni di euro scuote il mondo politico umbro, dal sindaco di Perugia Boccali passando per il deputato pd Verini fino all’Idv e al Prc.
Boccali fortemente preoccupato L’operazione ha incassato il plauso del primo cittadino di Perugia che, in una nota, si è detto «fortemente preoccupato» facendo poi appello a «istituzioni, società civile, magistratura e forze dell’ordine e cittadini perché prestino la massima attenzione affinché segnali come questo restino isolati, quindi più contrastabili». «Sappiamo ormai da tempo che l’Umbria poteva essere, ed è, un terreno appetibile, quindi potenzialmente a rischio, come dimostra anche la piaga dello spaccio di droga nella nostra città; ma con questa brillante operazione – conclude Boccali – abbiamo dimostrato di avere anche forti anticorpi per conservare le nostre tradizioni di vivibilità e impedire che il tessuto economico di Perugia e dell’Umbria sia inquinato da metodi e presenze di mafie di ogni genere».
Brutti: non bisogna minimizzare Non piacciono invece le minimizzazioni al segretario regionale dell’Idv Paolo Brutti, presidente anche della Commissione regionale antimafia: «E’ ora di finirla – spiega in una nota – con la sottovalutazione del fenomeno mafioso in Umbria. La centrale operativa scoperta a Perugia e riferita al clan dei casalesi mette in chiaro quale potenza economica mafia, camorra e ‘ndrangheta siano in grado di sviluppare nella nostra regione e quanto insufficienti siano i mezzi di contrasto». Annunciando «l’imminente apertura» di un osservatorio dove i cittadini potranno denunciare episodi poco chiari, Brutti dice poi che «la Commissione che presiedo non intende soffiare sul fuoco né gode di queste notizie. Sta di fatto che dal blitz di carabinieri e finanza risulta una megalottizzazione affidata incredibilmente a personaggi malavitosi, gestita con metodi altrettanto selvaggi, sotto il naso di una comunità che scrolla le spalle dicendo che il fenomeno mafia, almeno da noi, è sotto controllo».
Verini: le istituzioni vigilino Anche il deputato umbro del Pd Walter Verini esprime soddisfazione e gratitudine alle forze dell’ordine per l’importante risultato conseguito con questa operazione. «Questa vicenda – secondo il parlamentare democratico – conferma come oggi la penetrazione delle associazioni camorristiche e mafiose sia una grande emergenza nazionale, che riguarda tutte le realtà». «Sono necessarie – aggiunge Verini – una consapevolezza, un’attenzione incessante, una iniziativa durissima di prevenzione e repressione nazionali, insieme al rafforzamento dell’azione di vigilanza e di cooperazione con le forze dell’ordine da parte delle comunità locali, delle istituzioni, delle forze economiche e sociali della nostra regione, cosicché si possa stroncare questi fenomeni ed affermare fino in fondo la cultura delle regole e della legalità».
Stufara: subito la commissione antimafia Al coro di ringraziamento, e di preoccupazione, si unisce poi il consigliere regionale del Prc Damiano Stufara che auspica «misure di contrasto immediatamente efficaci», chiedendo poi la convocazione urgente della commissione presieduta da Brutti. «Il nostro territorio – dice Stufara – è ormai reso vulnerabile non solo dagli spazi aperti alle mafie dalla perdurante crisi economica, ma anche dalla relativa inadeguatezza degli strumenti di prevenzione e di lotta alla criminalità finora allestiti. Sarebbe un grave errore e una mancanza inammissibile da parte delle istituzioni– osserva il capogruppo di Rifondazione comunista – ritenere l’economia criminale, sempre più radicata in Umbria nel corso degli anni, un effetto collaterale di dinamiche aventi il loro centro altrove. I risultati delle indagini dimostrano infatti che siamo in presenza di un attacco strisciante al tessuto economico e produttivo, tale da mettere a rischio tutta la nostra comunità».


I nostri politici sono come “Alice nel paese delle meraviglie”. Sono almeno 15 anni che il fenomeno delle infiltrazioni malavitose nella nostra economia è un fenomeno reale e preoccupante. Ma loro hanno sempre negato e solo adesso che è tardi se ne accorgono. L’Umbria è ormai irrimediabilmente affondata economicamente e socialmente in modo drammatico per colpa di una classe dirigente inetta, incompetente, corrotta e collusa. Ormai, per colpa di questi incapaci, anche se siamo nel centro Italia, possiamo considerarci una regione del meridione più profondo.