Dopo mesi di rinvii e temporeggiamenti, finalmente arriva in Aula la legge regionale contro l’omofobia e la transfobia. Umbria24 aveva dedicato un servizio alla “sparizione” del provvedimento dopo l’approvazione, avvenuta nel giugno scorso, da parte della terza commissione. Un tira e molla per una questione di equilibrismi tutti interni al Pd. Ma ora il testo è stato iscritto al primo punto dell’ordine del giorno della seduta di martedì 14 marzo e le posizioni usciranno allo scoperto.
Impegno della maggioranza Omphalos, l’associazione che difende i diritti della comunità Lgbti dell’Umbria e che ha contribuito alla stesura del testo sin dalla sua prima presentazione nel 2007, non ha mai smesso di chiederne la discussione in aula, appellandosi in questi dieci anni (da quando il consiglio comunale di Perugia inoltrò alla regione il progetto di legge) alle maggioranze e alle minoranze che hanno occupato Palazzo Cesaroni. «Alle ultime elezioni regionali – viene ricordato in una nota – la coalizione che ha sostenuto la presidente Marini si era presa un preciso impegno nel programma di governo e la seduta di martedì sarà l’occasione per portarlo finalmente a compimento e rispettare un patto stretto prima di tutto con gli elettori e le elettrici della nostra regione».
Finito tempo dell’ambiguità «È giunto il momento per i consiglieri e le consigliere dell’assemblea legislativa umbra di assumersi la piena responsabilità del voto – dichiara Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – per troppo tempo questa importantissima legge è stata tenuta chiusa in un cassetto per permettere alla politica regionale di non prendere una posizione chiara a riguardo. Il tempo dell’ambiguità è finito, da martedì sapremo chi crede che la violenza contro le persone omosessuali e transessuali sia un’ingiustizia che non deve più essere tollerata e chi invece, in nome di un modello unico da imporre, vuole continuare a supportare e incitare discriminazioni e violenze. Martedì saremo in consiglio regionale per assistere alla discussione e al voto finale del testo – continua Bucaioni – saremo nelle tribune perché vogliamo che nei loro interventi i consiglieri e le consigliere si ricordino che stanno discutendo e votando una legge che riguarda la vita di ognuno e ognuna di noi. E attraverso la nostra presenza ci sarà quella delle vittime della violenza e dell’omofobia, di chi ha subito e continua a subire discriminazioni in famiglia, a scuola, nel mondo del lavoro e anche di chi purtroppo non ce l’ha fatta a sopportare quel peso».
Appello alla minoranza Omphalos rivolgere quindi un appello particolare ai consiglieri e alle consigliere di minoranza. Al Movimento 5 Stelle, «perché nell’esaminare e votare questa legge non si lasci ingabbiare da meccanismi di sterile contrapposizione politica, tipici della stessa cultura partitica che combatte, ma entri nel merito dell’argomento dimostrando che le fondamenta del movimento sono ancorate ad una cultura di diritti, uguaglianza e contrasto alle discriminazioni». Infine ai consiglieri di centro-destra, «perché alzino lo sguardo all’Europa e traggano ispirazione dalle destre liberali europee, che in tante occasioni hanno sostenuto e continuano a sostenere la battaglia contro la violenza e l’oppressione delle minoranze Lgbti. La lotta all’omofobia non è un tema di una parte politica, ma di tutte e tutti coloro che hanno a cuore l’evoluzione civile di questa società».
Beneficio per l’Umbria «Con gli occhi puntanti sui lavori dell’assemblea regionale non ci saranno solo le persone omosessuali e transessuali ma l’intera comunità regionale – conclude Lorenzo Ermenegildi, segretario di Omphalos –. Perché questa legge ha la potenzialità di rendere la nostra regione un posto più accogliente e di riaffermare la cultura dei diritti umani e civili come premessa indispensabile per un paese che vuole tornare a crescere. Nel testo si parla infatti di prevenzione, di uguaglianza e di rispetto, valori che devono essere alla base della nostra società, e che quando c’è una minoranza che subisce violenze e discriminazioni vanno riaffermati con forza, per il bene dell’intera comunità».
Cgil Umbria: «Finalmente» Anche la Cgil dell’Umbria sottolinea come «finalmente, martedì 14 marzo prossimo, la legge regionale contro l’omo-transfobia sarà discussa a palazzo Cesaroni per una auspicabile promulgazione. Il testo, che rappresenta uno dei più avanzati in Italia in materia di discriminazione e politiche di prevenzione, comprende interventi nei diversi ambiti di competenza regionale: dalla scuola alla sanità, passando per la formazione e per l’accesso al mondo del lavoro. Dopo circa 10 anni l’Umbria merita di avere una legge avanzata contro l’omo-transfobia, per rispettare l’impegno assunto dalla precedente legislatura, e nonostante l’ostruzionismo non sempre intellettualmente corretto delle opposizioni. Pertanto la Cgil auspica che venga approvato il testo della legge senza nessun tipo di ostacolo: solo in tal modo si potrà dare una esaustiva risposta di civiltà all’intera comunità Lgbtqi ed essere un esempio per le altre regioni, contribuendo anche a far ripartire il dibattito nazionale in materia di avanzamento dei diritti civili. Nella consapevolezza, che la Cgil fa propria da tempo, che le norme di civiltà che scaturiscono dalle battaglie per i diritti civili costituiscono un beneficio per l’intera collettività».
