Stefano Bigaroni sindaco Narni
Stefano Bigaroni

di C.A.

Si è fatto il suo nome e lui risponde, ma senza autocandidarsi. E spiega il suo pensiero, specie sulle ultime elezioni: «Narni ha ottenuto ottimi risultati: tra virgolette, però. È una delle poche città in cui il Movimento 5 Stelle non è riuscito a sorpassarci ed è un buon segnale. Qui siamo sempre in grado di anticipare un po’ le nuove esigenze e quello che succede nelle competizioni elettorali a Narni viene moderato più che amplificato».

Assessore? Stefano Bigaroni, sindaco di Narni per due mandati, non smentisce né conferma le voci interne al Partito democratico che lo vorrebbero come sostituto di Gianluca Rossi, ex assessore regionale eletto al senato alle recentissime elezioni politiche. Intanto il Pd narnese ha rimarcato i risultati elettorali (ottimi) ottenuti nel territorio di sua competenza come per dire: vediamo se ne tengono conto in Regione. «Non c’è nulla di ufficiale e di concreto, nel partito si sta ragionando – dice Bigaroni – a livello provinciale e regionale, ma sarà la presidente, Catiuscia Marini, a prendere la decisione finale. Ci sono diverse figure in gioco e potrei esserci anche io. Spero solo si possa trovare una soluzione che sia rappresentativa dei nostri territori».

Rappresentanza Bigaroni era già in ballo per il listino del Pd regionale, proprio al posto di Rossi. Poi il partito ha deciso per l’assessore. L’ex sindaco che ora è tornato nell’azienda dove lavorava da perito elettronico, oltre a ricoprire la carica di commissario della Comunità montana ternana, è troppo scaltro per sbilanciarsi, ma traccia un’analisi precisa dello scenario che gli si palesa davanti: «Premesso che non credo nella politica delle municipalità, sarebbe logico, però, trovare una soluzione che rappresenti il nostro territorio nella politica regionale, visto che Terni e il comprensorio attualmente non hanno rappresentanti della nostra area politica che li rappresentino in Regione». Insomma: «No ai campanili, ma sì ad una rappresentatività organica e di forze diverse che vanno messe insieme», ribadisce Bigaroni.

Grillo Insomma il laboratorio politico narnese del Pd funziona e gode di ottima salute. Ma Bigaroni guarda avanti: «Ho sempre creduto nel Pd perché bisognava mettere in discussione il nostro passato. Le cose sono cambiate. Penso ad un partito un po’ meno in trincea e più disponibile alla novità e a scelte più audaci. I ‘grillini’? Comunque la si pensi su di loro, alla fine ci hanno portato in un mondo nuovo, tutto da costruire, e se non facciamo autocritica e comprendiamo i nostri errori non andiamo da nessuna parte». Qualche anno fa Bigaroni ci mise la faccia per spingere al rinnovamento del partito. Le primarie hanno scelto Bersani, ma Renzi? «Abbiamo scelto il segretario e ne siamo ancora convinti, ma Renzi è una grande risorsa e in questi mesi è stato corretto anche nella gestione della sconfitta. E, forse, più che a pensare di rottamare le persone, sarebbe opportuno cambiare il modo di dire le cose».

Le proposte C’è stato clamore anche per le ultime proposte del Pd Narni sugli enti locali: «Io sono stato l’unico, in tempi non sospetti, a dire che serviva una riorganizzazione profonda, che vuol dire soprattutto effettuare tagli mirati ed intelligenti. L’ho detto, basta riguardare cosa hanno riportato gli organi di informazione, e ora Grillo – che sin dall’inizio volle dialogare con noi – sta facendo quello che avrebbe voluto e dovuto fare il Pd. Ma noi siamo sempre troppo istituzionali». Poi l’ex sindaco torna al suo lavoro. E attende.

Provincia Bigaroni parla di Narni come di una sorta di laboratorio. E, infatti, il suo concittadino – e assessore provinciale – Filippo Beco, che si è speso molto nella campagna elettorale di Ingroia, sembra mandargli a dire che «in mancanza di un idea chiara e per rispondere alla batosta elettorale, c’è chi, sperando di ottenere i numeri che sono mancati alle urne, ribadisce l’inutilità delle province». Enti che «hanno portato avanti politiche di inclusione sui servizi ai cittadini al fine di omogeneizzare interi territori, renderli più vivibili. Basti pensare alle scuole, alla viabilità non dimenticando le politiche di risanamento e miglioramento ambientale». Poi la stoccata: «Mi auguro – dice Beco – che nel partito di maggioranza relativa che governa questa regione prevalgano quei sani e sobri principi di cui questo paese non può più fare a meno, lasciando esternazioni e battute qualunquistiche ai palcoscenici dei teatri o ai palazzetti dello sport».

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