Dopo il danno, di certo non risarcibile con alcuna cifra per alta che sia, la beffa: la giunta regionale ha proposto di abbassare i rimborsi per poter garantire tutte le famiglie delle vittime sul lavoro perché «non ci sono liquidità sufficienti». A spiegarlo, martedì mattina nel corso di un’audizione in Terza commissione, la vicepresidente della giunta Carla Casciari, convocata per illustrare le modifiche alla legge regionale del 2008 che istituisce il Fondo per le famiglie delle vittime sul lavoro. In media ogni famiglia dovrebbe avere 11.300 euro, con punte di quasi 20mila per i nuclei più numerosi e disagiati. Secondo la vicepresidente dell’esecutivo mancano i soldi che dovrebbero versare sindacati, associazioni e unioni di enti pubblici. Secondo quanto riferito dalla Casciari dalla sua istituzione il Fondo ha erogato 561 mila euro a 42 famiglie, ma altre 12 sono rimaste «in attesa». A mancare, stando a quanto riferito, sono i soldi di Anci, Upi, Cgil, Cisl, Uil, Confindustria umbra, Confapi, Cna, Casa, Confartigianato, Claai, Cia, Confagricoltura, Coldiretti, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, Lega Coop e Anmil.
L’audizione La crisi economica attuale e i tagli dei conferimenti agli enti pubblici hanno influito sul mancato apporto dei soggetti facenti parte del Comitato e la legge, fino ad oggi, è stata finanziata solo dalle poste in bilancio della Regione e dalle somme erogate da due enti bilaterali: Fimila (Fondo indennità malattia infortunio lavoratori agricoli) con 30 mila euro ed Ebrau (Ente bilaterale regionale artigianato umbro) con 10 mila. L’assessorato ha promosso anche una raccolta, che sta dando risultati, presso enti, associazioni e aziende per arrivare a coprire la cifra mancante, circa 120 mila euro l’anno, per poter assicurare alle famiglie delle vittime sul lavoro le somme previste dalla legge, che variano a seconda del numero dei figli della famiglia colpita dal lutto o dalla presenza di portatori di handicap nel nucleo. Ascoltata la vicepresidente, i membri della Terza commissione hanno chiesto, prima di esprimere un parere sulle modifiche, di poter disporre di dati analitici più precisi sulle somme erogate e di predisporre al più presto, prelevando il necessario dal bilancio della Regione, l’erogazione di quanto spetta alle 12 famiglie che hanno perso un congiunto nel 2011 e non hanno ancora percepito nulla.

