di Daniele Bovi
Di appendere la divisa da consigliere regionale al chiodo ci ha pensato, ma poi «avrei fatto la figura di Schettino, anche visto il nuovo incarico». A parlare è Sandra Monacelli, capogruppo e da poco commissario regionale di un Udc diviso sulla linea da tenere in vista delle regionali del 31 maggio. L’ormai ex coordinatore Maurizio Ronconi ha detto addio una volta vista l’alleanza tra Claudio Ricci e la Lega di Salvini (indiscrezioni parlano di un suo possibile contributo alla cosiddetta ‘lista della presidente’) mentre Monacelli insieme a Ncd ha deciso di schierare Area popolare al fianco del sindaco di Assisi. Lunedì mattina a Perugia, con a fianco proprio Claudio Ricci, Monacelli ha annunciato che tenterà la nuova avventura dentro Umbria popolare: delle tre liste civiche a sostegno del sindaco quella con un profilo più marcatamente politico.
Monacelli c’è Insieme a lei ci sarà Massimo Monni, Ncd, con il quale probabilmente si giocherà uno scranno. «Avrei potuto chiudere qui e fare un passo indietro – ha detto l’esponente dell’idc – ma non me la sono sentita di consegnare un’area politica a un progetto indefinito. La gente saprà riconoscere chi sta solo cercando un posto al sole». Contatti con il centrosinistra e con la presidente Catiuscia Marini Monacelli ammette che ci sono stati, ma che l’esito è stato pessimo: «Volevamo capire – ha detto – quali erano le prospettive, se l’orizzonte era quello del governo nazionale oppure se si voleva replicare quanto successo in Umbria negli ultimi 20 anni. Di là c’è una disponibilità solo ad acquistare pezzi singoli». L’operazione alla quale Monacelli dice di voler lavorare invece «è un qualcosa di diverso, un’area popolare e plurale con un Ricci che incarna un progetto moderato».
PD, I VENTI NOMI SCELTI DALL’ASSEMBLEA
La Lega Certo, l’alleanza con la Lega di Salvini qualche problema lo pone. «La coalizione è un po’ eterogenea» ammette Ricci, mentre il consigliere regionale tira dritto: «Con FI e Lega, che parla alla pancia della gente, abbiamo già governato». Area popolare vuole contenere «una deriva populista che non serve a nessuno» e vede come punto di forza della coalizione di Ricci «l’essere riusciti a mettere insieme più persone per far vincere un modello alternativo», mentre quello di debolezza consiste nella necessità di ognuno «di saper fare un passo indietro; magari per poi farne due in avanti». Quanto al sondaggio di Scenaripolitici.com pubblicato nel weekend, Monacelli dice «di non credere a questi sondaggi. La partita è da giocare fino al 95esimo».
«RICCI PRESIDENTE», I NOMI DELLA LISTA
Sondaggi Ancora più netto Ricci: «Quei numeri – spiega – sono privi di validità scientifica, i sondaggi dovrebbero essere una cosa seria, e non lo è aprire un sito e cliccare su un nome». Il sindaco di Assisi ne ha commissionato uno, realizzato da Winpoll e che renderà noto nel dettaglio martedì durante un appuntamento a Bastia, il cui esito differisce notevolmente da quello criticato. «Il nostro, serio, è stato fatto ascoltando un campione di mille persone. Riguardo alla fiducia complessiva, che poi deve tradursi nell’intenzione di votare quel candidato, siamo avanti del 2 per cento». La misurazione delle coalizioni invece consegnerebbe uno scarto a favore del centrosinistra «di 3-4 punti percentuali. Se ci fosse stato il voto disgiunto poi – aggiunge Ricci – saremmo stati in vantaggio del 2,5 per cento. Inoltre c’è un 30 per cento di indecisi. Insomma, per quanto vediamo tra la gente siamo prudentemente ottimisti. La competizione sarà vera».
FORZA ITALIA: I POSSIBILI CANDIDATI
Caso moduli A tenere banco è poi la questione dei moduli per la raccolta delle firme pubblicati sul sito della Regione. Secondo i consiglieri regionali di FdI Andrea Lignani Marchesani e Alfredo De Sio infatti ci sono degli errori. Il primo spiega che «l’errore più evidente sta nell’assenza dell’indicazione del candidato presidente negli atti separati per la raccolta firme. Errore determinato da un copia/incolla rispetto alla vecchia legge, in cui il candidato presidente era il capolista di una lista regionale supplementare e non necessitava di indicazioni di collegamento con le liste provinciali». Lignani dice quindi che se si dovesse rimettere mano ai moduli ci sarebbe troppo poco tempo per raccogliere le firme. Motivo per cui, insieme a De Sio (che punta il dito contro la mancanza di «spazi per le autentiche e per le firme») chiede uno spostamento delle elezioni.
Regione: tutto ok Critiche alle quali palazzo Donini risponde sostenendo che la modulistica «è corretta e quindi non c’è nessun rischio di conseguenze sulle prossime elezioni regionali». «Il collegamento delle liste al candidato presidente – è detto in una nota – è infatti contestuale alla presentazione della lista medesima e non alla raccolta delle firme che la sostengono». Quanto alla mancanza degli spazi per la firma del sottoscrittore, si tratta di «un mero errore di stampa e dunque nella stessa giornata di oggi si è provveduto a pubblicare sul sito della Regione la documentazione corretta».
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