di Iv. Por.
Se parlare di scontro istituzionale è forse eccessivo, di certo fra la presidente della Regione Catiuscia Marini e il presidente del consiglio regionale Eros Brega non è un momento di idillio. Dopo i distinguo a ripetizione di Brega (insieme a Barberini e Smacchi) sui rifiuti campani e sulla Ru486, rispetto alla linea ufficiale della giunta regionale, oggi a far calare il gelo tra i due una lettera con cui la Marini (insieme alla vicepresidente Carla Casciari) ha manifestato la volontà di intervenire nel dibattito consiliare sulla proposta di legge di modifica dello Statuto regionale.
La miccia Monacelli Ad innescare la miccia un comunicato del capogruppo Udc in consiglio regionale, Sandra Monacelli. «Prendo atto con particolare soddisfazione della volontà della presidente Catiusca Marini, unitamente alla vice presidente Carla Casciari, di intervenire nel dibattito consiliare sulla mia proposta di modifica dello Statuto regionale, anticipando l’atto già nella prossima seduta di Giunta», ha affermato Monacelli. In particolare, la proposta vorrebbe aggiungere fra i principi e i valori ispiratori dello Statuto umbro «la sussidiarietà, il riferimento ai Santi Francesco e Benedetto quali simboli delle radici culturali ed umane del nostro territorio, e una più appropriata definizione dell’istituto familiare in linea con l’articolo 29 della Costituzione Italiana e privo di ambiguità». Nodi, per Monacelli, «rimasti irrisolti nella definizione della nostra carta regionale». «Apprezzo pertanto – ha rimarcato Monacelli – la solerzia della risposta della presidente che le ha annotate come prioritarie, al cospetto di altre proposte, pur provenienti dalle fila della maggioranza. Auspico che questo sia il primo segnale di una volontà, condivisa e trasversale, di far emergere l’anima più profonda della nostra terra, quella che le conferisce i suoi tratti umani e culturali, che vada oltre i soliti slogan con cui in maniera troppo sbrigativa si delinea l’Umbria, relegando quei valori di fondo alla sfera della spiritualità personale, mentre ne costituiscono un patrimonio comune condiviso e riconoscibile e spero, dunque, ora anche riconosciuto».
Replica Brega Fin qui nessun problema particolare. Anzi, sembrava che in vista del Natale si delineasse un clima rasserenato tra maggioranza e parte dell’opposizione. Invece no. A stretto giro di posta la replica piccata di Brega. «Prendo atto dell’intenzione della presidente della Regione di intervenire nei lavori del Consiglio sulla proposta di legge del capogruppo dell’Udc volta ad integrare i valori fondamentali dell’identità regionale – ha sottolineato il presidente del consiglio – ma non posso che ricordare come tempi e modalità di esame della proposta stessa siano rimessi alle determinazioni della Commissione speciale per le riforme istituzionali, presieduta dal consigliere Smacchi». «Peraltro – ha ricordato poi Brega – i componenti dell’Esecutivo regionale, anche in qualità di singoli consiglieri, possono farsi promotori di autonome proposte di legge, che saranno istruite in Assemblea secondo le tradizionali procedure legislative».
Controreplica Marini Lezioni di “galateo” istituzionale che non sono piaciute alla Marini la quale, attraverso il suo portavoce Franco Arcuti, ha precisato (sempre via comunicato stampa): «La Giunta regionale parla esclusivamente con atti di sua competenza ed è a conoscenza e rispettosa delle prerogative del Consiglio regionale».
Precisa Smacchi Alla fine è intervenuto il presidente della commissione Andrea Smacchi, anche lui del Pd, cercando di spiegare l’andamento dei fatti. «Stamani, in apertura dei lavori della Commissione – spiega – ho dato comunicazione della lettera con la quale la presidente Marini manifestava la volontà di intervenire nei lavori del Consiglio regionale in merito alla proposta di legge di riforma statutaria del capogruppo dell’Udc. Nel prendere atto della volontà del Capo dell’Esecutivo ho precisato che nell’ambito del programma dei lavori che stiamo predisponendo, quando la proposta di legge verrà calendarizzata, sarà nostra cura coinvolgere la presidente della Regione e la vicepresidente nel confronto in seno alla Commissione stessa, accogliendo in questo senso l’attenzione manifestata su una proposta di legge che è volta ad integrare i valori fondamentali della identità regionale. In ogni caso – ha concluso Smacchi – il programma dei lavori della Commissione sarà definito entro la prima metà del mese di gennaio prossimo e inviato all’Ufficio di presidenza per il successivo confronto e approvazione in Aula. Dopo di che entreremo nel vivo dell’attività, rispettando le priorità indicate dall’Assemblea legislativa”.
Una polemica di metodo, che fa capire come siano tesi i rapporti nel Pd alla Regione. In attesa che della proposta Monacelli si inizi a parlare nel merito, con altri fronti trasversali che potrebbero aprirsi tra la componente cattolica e la sinistra della coalizione.

