Foligno, elezioni regionali agitano il Pd: in 5 contro Epifani (foto archivio F. Troccoli)

di C.F.
Twitter @chilodice

Unanimità, sia sulla bontà dell’operato del sindaco Nando Mismetti che sull’assetto della prossima coalizione. Non si spacca l’assemblea dei democratici di Foligno che lunedì sera non ha fatto registrare l’atteso braccio di ferro tra i sostenitori del Mismetti-bis, che non hanno chiesto la ratifica dei tre quinti delle firme dei delegati raccolte, né di quelli dell’assessore regionale Vincenzo Riommi che non hanno depositato le 130 sottoscrizioni rastrellate tra gli iscritti.

Assemblea Tutti hanno preso la parola, da Riommi a Mismetti, passando per Joseph Flagiello e Luca Barberini. Le ipotesi sul tavolo restano l’investitura a maggioranza qualificata del sindaco uscente o il ricorso allo strumento partecipativo. Tra i due scenari si fa largo una terza di via, quella di un percorso condiviso da definire a larghissima maggioranza che eviti rese de conti a tre mesi dalle elezioni.

Soluzione condivisa Del resto, l’atmosfera decisamente più distesa rispetto ai pronostici e i toni dialoganti, lasciano supporre che da qui al 24 febbraio, giorno in cui tornerà a riunirsi l’assemblea, tavoli, confronti e interlocuzioni tra le due componenti saranno serrate. A quale soluzioni si lavori, però, è difficile dirlo.

Coalizione Intanto ieri i delegati hanno deliberato all’unanimità anche sull’assetto elettorale. La prima girandola di incontri c’è già stata e ha coinvolto anche la lista civica degli iscritti Udc e non a caso ieri si è voluto fare chiarezza, indicando come base di qualsiasi ragionamento le alleanze con le forze politiche che negli ultimi cinque anni hanno sostenuto Mismetti, quindi Sel, Rifondazione, Socialisti, ma confermato al contempo la possibilità di aperture verso la galassia del civismo.

Primarie di coalizione? Il nodo insomma resta la candidatura. Mismetti ha sempre il sostegno di tre quinti dei delegati e Riommi in tasca il 20% delle firme degli iscritti, ma non essendosi consumato lo strappo, qualcuno suggerisce che l’exit strategy potrebbe essere il ricorso alle primarie di coalizione con due candidati Pd. I sostenitori di Mismetti si affrettano a far sapere che il sindaco non guarda di traverso l’appuntamento. E poi, si ragiona, l’elettorato probabilmente gradirebbe e Sel avrebbe ciò che chiede a gran voce. Ma non sono neanche esclusi passi indietro.

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