
di Daniele Bovi
Seduta affollata e agitata quella di lunedì pomeriggio del Consiglio comunale di Perugia. Seduta durante la quale si sarebbe dovuta discutere la mozione del rifondatore Emiliano Pampanelli, approvata in commissione pochi giorni fa con un voto congiunto Prc-Pdl, che chiedeva a sindaco e giunta uno stop immediato del progetto di esternalizzazione delle mense comunali. Il condizionale è dovuto al fatto che, in un aula in cui stazionavano anche molte bidelle e cuoche (contrarie al progetto dell’esecutivo), il Pd con il suo capogruppo Francesco Mearini abbia chiesto di rinviare la discussione sulla mozione Pampanelli. Rinvio approvato con 20 voti a favore, 18 contrari e un astenuto.
L’opposizione lascia l’aula In seguito al voto, l’opposizione ha abbandonato l’aula per protesta dopo che il portavoce del centrodestra, Pino Sbrenna, aveva espresso la sua contrarietà all’ipotesi di rinvio. Secondo la motivazione ufficiale il Pd vuole attendere il completamento della delibera della giunta comunale, in modo tale da poter trattare la vicenda in maniera complessiva. Il voto di lunedì si lascia però alle spalle una serie di malumori e di congetture non confermate, come quella che vuole un gruppo comunale del Pd spaccato al suo interno tra favorevoli e contrari all’esternalizzazione.
Giovedì 29 assemblea pubblica E proprio con lo scopo di discutere pubblicamente il dossier mense, il partito di maggioranza relativa ha convocato per giovedì 29 marzo al cva di Madonna Alta un’assemblea con i cittadini: «Ci dicono che non abbiamo posizione sul tema – spiegano dal partito – bene, giovedì andremo lì e la spiegheremo». La linea del Piave per il Pd, che non è contrario al progetto della giunta, passa dalla difesa dei livelli retributivi dei lavoratori e delle lavoratrici delle mense comunali e da un’altrettanto forte difesa dei livelli qualitativi finora garantiti. Da queste due richieste, dicono, non si torna indietro.
