© Fabrizio Troccoli

Secondo il premier Giorgia Meloni «la soluzione non può essere il Reddito di cittadinanza ma il lavoro». Il reddito di cittadinanza – sono le sue parole – «ha rappresentato una sconfitta per chi era in grado di fare la sua parte per l’Italia». Anche per questa ragione il presidente del Consiglio ha lasciato intendere che rivedrà la misura di contrasto alla povertà in vigore da aprile 2019, limitando la platea dei beneficiari, ma ha precisato di voler «mantenere e, laddove possibile, aumentare il doveroso sostegno economico per i soggetti effettivamente fragili non in condizioni di lavorare».

I dati italiani A luglio 2022, in Italia, i nuclei beneficiari di Reddito di Cittadinanza sono 1.053.443, mentre i nuclei beneficiari di Pensione di Cittadinanza sono 117.183.

I dati in Umbria I dati dell’Inps per quanto riguarda l’Umbria, nel periodo gennaio-settembre 2022, raccontano che le persone coinvolte dalla misura sono 28.381 (13.421 nuclei) per un importo medio mensile di 534,30 euro. Nel 2021 erano 33.770, 33.142 nel 2020, 24.648 nel 2019.

Ecco quanti in Italia rischiano di perderlo Quanti sono i beneficiari del reddito di cittadinanza occupabili, e che quindi rischiano di perdere il sussidio secondo le intenzioni del nuovo esecutivo? Secondo i dati dell’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro) i beneficiari del Reddito di cittadinanza indirizzati ai servizi per il lavoro sono 919.916. Da questa cifra però vanno tolti i 173mila che risultano già occupati (18,8%) e gli 86mila esonerati, esclusi o rinviati ai servizi sociali (9,4%). Rimangono quindi 660mila persone (il 71,8%) tenute alla sottoscrizione del patto per il lavoro: molto probabilmente sono quelli su cui ricadrà la stretta voluta dal nuovo governo.

Navigator? Niente proroga Non è tecnicamente possibile la proroga dei contratti degli ex navigator, afferma in una nota giunta in serata il ministero del lavoro: «In relazione alle notizie di stampa circolate in queste ore relative alla proroga degli ex navigator, scaduti lo scorso 31 ottobre si precisa che detti contratti non sono prorogabili. Sul tema e nell’ambito delle attività di coordinamento, è stata invece avviata una mera attività ricognitiva tra le Regioni. Eventuali ulteriori utilizzi degli ex navigator – prosegue la nota – richiederebbero l’approvazione di una apposita norma, non allo studio del Ministero».

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