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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 23:25

Maternità surrogata, la deputata Termini lotta per Maria Sole e tutte le ragazze Roki

La bergamasca ex Cinque stelle oggi gruppo Misto deposita una proposta di legge per legalizzare la gestazione solidale per altri

di Mar. Ros.

Gestazione solidale per altri, maternità surrogata, utero in affitto, Gpa. Tanti nomi, una sola opportunità; per la 37enne di Terni Maria Sole Giardini, che per ottenere questo diritto ha avviato anche una battaglia nei Palazzi di giustizia che non intende mollare, e per migliaia e migliaia di altre donne. Per le ragazze Roki, diventate il simbolo della battaglia per la legalizzazione di questa pratica dopo la manifestazione a Montecitorio per dire no alla proposta di legge Carfagna-Meloni (con la quale si vuole perseguire la maternità surrogata come reato universale), ma anche per tutte coloro che per tante ragioni diverse, non possono affrontare una gravidanza, pur essendo in molti casi fertili.  Ora c’è chi, sulla scorta del lavoro fatto dall’associazione Coscioni e altre, propone al parlamento italiano di legalizzare la gestazione solidale per altri, si tratta della deputata bergamasca ex M5s, oggi gruppo Misto, Guia Termini.

Maternità surrogata in Italia La gestazione per altri solidale, non commerciale, non è vietata in Italia, ma non c’è una legge che la normi, «per accedervi – ha spiegato più volte Filomena Gallo, segretario nazionale dell’associazione Luca Coscioni – occorre ritornare nei tribunali». Maria Sole, assieme a suo marito Sergio, ha fatto anche questo. Ma visto che la sua personale spinta a diventare mamma, non si è mai limitata a ottenere questa opportunità per sé ma alla conquista di un diritto per tutte le donne o coppie che lo desiderano, la ternana non può che salutare con estremo favore il tentativo di rivoluzionare lo stato delle cose che porta la firma Termini: «Anacronistico – scrive la deputata – nel 2021 fare addirittura un passo indietro rispetto ad uno dei più grandi errori commessi dal legislatore italiano: la legge 40 del 2004 con i suoi inopportuni divieti. Anche alla luce di quanto emerso nell’audizione dell’Anm sulle proposte Meloni-Carfagna, che estenderebbero la perseguibilità penale anche alle coppie e ai singoli che si recano all’estero per diventare genitori grazie alla gestazione per altri, ho deciso di depositare una proposta per la legalizzazione della maternità surrogata solidale, frutto del prezioso lavoro dell’
Associazione Luca Coscioni con giuristi, esperti e associazioni insieme per le libertà civili e la salute riproduttiva. Occorrono risposte di diritto per gestire le grandi questioni che riguardano la vita delle persone. Proibire è fin troppo semplice: cosa sarà delle donne rese sterili dal cancro o da patologie congenite? Come pensare di perseguire e punire con il carcere aspiranti mamme e papà che cercano di diventare genitori grazie alla scienza, non avendo altre possibilità? Con quale coraggio il parlamento respingerebbe l’appello a trovare finalmente un istituto che garantisca pienamente il supremo interesse dei bambini delle famiglie omogenitoriali?»

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