di M. R.

«Quando ho conosciuto Maria Sole tre anni fa mi ero già pubblicamente dichiarata pronta a fare la madre surrogata, gratuitamente, esclusivamente per solidarietà e amore, ma questo in Italia non è possibile». A parlare a Italia Sì, su Rai 1 è Martina Colomasi, donatrice di ovociti che si è resa disponibule a portare aventi la gravidanza per la ragazza Roki di Terni e suo marito. «Non sono l’unica donna pronta a compiere questo gesto, siamo in tante, donne economicamente autosufficienti che vogliono scegliere liberamente del proprio corpo. Io credo che, rispetto al passato, quando su certe scelte influivano pesamente padri e mariti, siano stati compiuti grandi passi in avanti – prosegue Martina – e non possiamo ora accettare – ‘affonda il colpo’ – che siano altre donne a scegliere per noi, che siano dentro o fuori dal Parlamento. Credo dunque che una legge che preveda dettagliatamente questa pratica e ne regolamenti tutte le sfumature, si eviterebbero tanti abusi e sfruttamenti».

La ragazza Roki di Terni In un video, Maria Patrizia, la mamma di Sole che racconta: «Ho chiesto di poter portare io il figlio di mia figlia ma per problemi riscontrati dal mio ginecologo non posso, di sicuro sono pronta ad accogliere mio nipote con tanto amore – dice commossa -, ce la faremo». A Maria Sole, secondo le richieste del conduttore, spetta di argomentare sulle sollecitazioni emotive alle quali una madre surrogata sarebbe sottoposta, non da ultimo il legame che potrebbe percepire col bambino e nonostante sia palpabile la sua commozione, della 37enne ternana emerge tutta la forza e la determinazione che da anni sta mettendo in questa battaglia: «Potrebbe anche pentisìrsi di non averlo fatto, garantirebbe la vita ad un bambino che altrimenti non avrebbe possibilità di venire alla luce. È questo che spinge le donne a rendersi disponibili». Ma tra tutte Maria Sole non vuole che sia proprio Martina: «Perché non ha figli, un’altra donna mi ha detto ‘da mamma vedo in te una potenziale mamma straordinaria’, è lei che può fare una scelta davvero consapevole». Nelle case degli italiani, attraverso il piccolo schermo, Maria Sole porta così la sua storia e l’iniziativa dell’associazione Luca Coscioni. Lei e Sergio sono pronti a rivolgersi ad un giudice per ricevere formale autorizzazione a procedere con la surrogazione di maternità, facendo tesoro della disponibilità di una mamma: «È già successo nel 2000, in quel caso a portare avanti la gravidanza era una parente».

Gestazione per altre In trasmissione, sabato scorso, è intervenuta la ginecologa dottoressa Clementina Peris che pur comprendendo il desiderio di Maria Sole non condivide la via della surrogata: «Il trapianto di ovociti comporta gravi rischi per la madre surrogata». Martina Colomasi che li dona ha detto: «Una gravidanza comporta dei rischi a prescindere e se una donna sceglie di prestarsi a questo evidentemente ritiene che vale la pena rischiare se il risultato è dare alla luce un figlio e regalare gioia e amore ad una coppia. Rivalutiamo la libertà di scelta delle singole donne». Maria Sole rispetto a questo: «Sì certo, la fecondazione eterologa è rischiosa, ma è una pratica sonsentita in Italia». A Maria Sole la dottoressa Peris suggerisce il trapianto di utero: «Sono in lista dal 2016, si tratta di un trapianto sperimentale e in tutto il mondo a seguito di questa operazione sono nati solamente tre bambini e sottoporsi a questo implica subire quattro interventi, senza comunque la certezza del buon esito». A Maria Sole l’ultima parola: «Non impedite ad una famiglia di essere tale».

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