di M.R.

La chiusura della campagna elettorale quando solo decine di ore separano Terni dalla riapertura delle urne per il turno di ballottaggio, non è un passaggio qualunque e in quella piazza Tacito piena di sostenitori del centrodestra, Masselli ci mette tutta l’anima per convincere la città a esprimere per lui il consenso decisivo. Il trasporto emotivo nell’ultimo comizio prima del silenzio elettorale sembra uscirgli dagli occhi. Si gioca la carta dell’appartenenza alla città e dell’amore per Interamna, facendo riferimento a quelle radici profonde e forti che Umbria24 gli ha attribuito nel confronto col suo sfidante, terremoto Bandecchi. L’esponente di FdI, riferendosi alla giunta uscente e alla fontana dello zodiaco, dice: «Abbiamo restituito identità a questa piazza» e per rimarcare come Terni sia la sua culla, lo sfondo della sua crescita, della professione e della militanza politica, mostra le mani evocando l’ultimo slogan ‘Terni in buone mani’, le mani, metaforicamente, di chi ha contribuito a ricostruirla nel dopoguerra. L’aria vibra di commozione silenziosa rotta solo dagli applausi. Poi le bordate allo sfidante: «Io non sono un sindaco con la valigia in mano e questa è la mia Terni, non un trampolino di lancio per altre avventure politiche. C’è chi si permette di dire che non avrà minoranza in consiglio, forse perché non conosce le regole della democrazia. Noi sì, e crediamo nei valori della nostra Costituzione contrariamente a quanto qualcuno pensa». Accanto a lui senatori, deputati, segretari di partito. Ma da Roma nessuno, anzi sì: Donatella Tesei; arrivava dalla capitale, dove nel primo pomeriggio si era tenuto il tavolo Ast. Nonostante la delusione diffusa tra i sindacati, la governatrice ha rivendicato un passaggio fondamentale lungo l’iter per l’accordo di programma e contestato «chi gioca sulle risorse riconosciute a questo territorio». Nell’ultimo giorno di campagna elettorale, da parte del centrodestra uscente da Palazzo Spada, anche l’annullamento delle sanzioni Tari ai commercianti e la promessa di una riduzione delle tariffe per tutti.

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Al Liberati Allo stadio in serata, davanti a una curva di tifosi (in questo caso di Bandecchi), l’imprenditore livornese e leader di Alternativa popolare non cambia tono per il rush finale. Gioca sull’ironia e stimola ancora una volta la città a reagire a quella sudditanza a Perugia che ha caratterizzato tutta la sua campagna elettorale. Racconta un paio di episodi in cui si è speso per risolvere i problemi di alcuni cittadini fragili e lancia gli ‘sportelli di quartiere’. Qualcosa che sa di ex circoscrizioni e rispetto alle quali Masselli poche ore prima aveva ricordato «sono state abolite da una legge dello Stato». Circa mille persone sugli spalti, altre 400 collegate in diretta Facebook. «Siete immensi» commenta il braccio destro del candidato sindaco, Corridore. Bandecchi parla di vergogna considerando che il Frecciarossa non passa per Terni e di Interamna dice: «Tutti volete una città più bella. Con me sarà ancora la Terni dell’acciaio ma non solo. Aiuterò Arvedi affinché l’Ast occupi 6 mila operai ma uscite dalla convinzione di poter essere solo città industriale». Poi nell’ostentata sicurezza di sempre il numero uno di Alternativa popolare inserisce la fragilità umana che ammette aver caratterizzato le sue riflessioni: «Sarò all’altezza della sfida di non deludere nessuno?» e se la vende come un segno di maturità, un profondo senso di responsabilità verso i ternani che lo hanno adottato cittadino onorario. La usa per rispondere a chi insinua che non durerebbe a capo del Comune: «Quando Masselli ha visto l’ultimo sondaggio si è depresso. Governerò per cinque anni». Chi è stato il più convincente? Lunedì lo riveleranno i risultati elettorali.

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