Sarà sciopero generale di quattro ore anche in Umbria lunedì 12 dicembre. Lo ha indetto la Cgil in concomitanza con l’avvio del percorso della manovra economica in aula alla Camera. Una manovra che, secondo il sindacato, contiene poche novità positive (sulla crescita e sulle infrastrutture) e molte parti gravi che non la configurano come una manovra equa, ma che caricano al contrario su lavoratori e pensionati (già colpiti dalle precedenti manovre) un fardello pesantissimo. «La non indicizzazione per le pensioni basse è una tassa sulla povertà – spiega in una nota Corso d’Italia – l’anzianità a 40 anni diventa impraticabile e provoca gli effetti di sottrazione di un diritto e di destabilizzazione del mercato del lavoro e, per restare ai temi centrali, la somma di Imu, Iva e addizionali Irpef di Regioni e Comuni, più le accise, spostano sui soliti noti gran parte delle entrate per tassazione».
Bravi: colpiti lavoratori e pensionati «In Umbria le ragioni dello sciopero sono ulteriormente rafforzate – afferma Mario Bravi, segretario generale della Cgil regionale – nella nostra regione, infatti, le pensioni sono mediamente più basse che nel resto del Paese e la mancata indicizzazione al costo della vita sarà un colpo durissimo per migliaia di pensionate e pensionati. Oltre a questo nella manovra mancano completamente elementi volti a favorire la ripresa economica e industriale, di cui l’Umbria, attraversata da tante crisi pesantissime, avrebbe invece estremamente bisogno. Infine – conclude Bravi – gli ulteriori tagli agli enti locali rischiano di mettere ancor più a repentaglio i livelli qualitativi e quantitativi del nostro welfare, patrimonio fondamentale di questa regione, e di costringere gli amministratori locali ad aumentare pesantemente le addizionali, colpendo ancora una volta lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati già fortemente penalizzati».
Appello ai parlamentari umbri «A fronte di questa situazione intollerabile – aggiunge Bravi – chiediamo a tutte le forze politiche e soprattutto ai parlamentari umbri di prendere una posizione netta contro le misure inique contenute nella manovra e di contribuire con i tutti i mezzi a renderla più giusta ed equa». La Cgil sottolinea, infine, di aver proposto a Cisl e Uil di decidere insieme azioni ed iniziative per cambiare la manovra. «La risposta – spiega in una nota la confederazione – ci è arrivata tramite conferenza stampa con relative autonome decisioni». Di conseguenza la scelta di proclamare autonomamente le quattro ore di stop per lunedì, che saranno accompagnate da manifestazioni e presidi anche sul territorio regionale. Nei prossimi giorni i dettagli sulla mobilitazione.

