La Marini chiama e Gianpiero Bocci risponde. Il giorno dopo l’appello ai parlamentari umbri lanciato dalla presidente per modificare la Manovra specialmente nella parte dove si impone il taglio della Provincia di Terni, il deputato Pd ed ex avversario della Marini nelle primarie per la presidenza della Regione raccoglie l’appello. «La presidente – scrive il deputato – convochi subito i parlamentari umbri per unire tutte le forze costruendo strategie unitarie e condivise. Oggi all’Umbria serve creare un grande sforzo da parte di tutti: sinistra, centro e destra perché le ragioni dell’unità superano e sovrastano quelle delle divisioni e degli schieramenti».
Bocci: cambiare la Manovra Per Bocci «la prima cosa da fare in Parlamento è cambiare questa manovra profondamente iniqua, ingiusta e sbilanciata sulle classi medie e su chi già paga molto. Vanno, invece, colpiti evasori e corruttori che ancora una volta la farebbero franca. In questa ottica c’è il dovere di costruire un fronte largo e compatto per evitare che l’Umbria sia tra le prime regioni a subire le conseguenze di scelte improvvisate e scellerate.
Il Prc chiede con un consiglio straordinario Da palazzo Donini invece interviene invece Rifondazione comunista. Con una lettera che il capogruppo Damiano Stufara ha inviato ha inviato al presidente dell’assemblea, Eros Brega, e a tutti i capigruppo, il Prc chiede «una seduta del consiglio regionale entro agosto per discutere della manovra economica del Governo e dei suoi effetti sull’Umbria». Per Stufara, «le rappresentanze politiche ed istituzionali della nostra regione, particolarmente colpita nel suo tessuto connettivo tanto dalle politiche pluriennali di tagli alla spesa corrente quanto dalla soppressione di prestigiosi enti locali come la Provincia di Terni», hanno «il dovere di reagire con i mezzi messi a disposizione dalla Costituzione e di difendere gli interessi degli umbri, come ricordato molto opportunamente dalla stessa presidente della Regione».
Posizione unitaria Per Rifondazione comunista è «necessaria tutta l’autorevolezza della massima istituzione dell’Umbria per esprimersi adeguatamente su queste materie e produrre una posizione, da inoltrare al Governo, al Parlamento e alle altre istituzioni regionali e locali, che sia realmente rispondente alle esigenze del nostro territorio e della nostra cittadinanza».
L’Udc: Il Pd batta un colpo Dal fronte opposto è il responsabile enti locali dell’Udc, Maurizio Ronconi, che chiede al Pd di «battere un colpo» in tema di riforma endoregionale: «Il Pd – dice Ronconi in una nota -, partito di maggioranza relativa in Umbria, per il ruolo che svolge, batta un colpo, manifesti una posizione chiara ed univoca sul riordino endoregionale a partire da una valutazione del decreto del governo Berlusconi riguardante la cancellazione della provincia di Terni. L’Udc è per la semplificazione istituzionale e per una massiccia dose di privatizzazioni – conclude – e su questo punto siamo pronti ad ogni confronto, superando localismi e convenienze ma solo con la consapevolezza che l’Umbria si salva non più con le giaculatorie ma con atti seri di governo».


Ma voglio dire,sarebbe possibile saper quanti sono a Palazzo Bazzani,quanto prendono,di stipendio al mese,cosa fanno,hanno altre attività oltre il consiglio provinciale?
Ma dal 1927 quando un governo didestra fondò la provincia e quando nel 2011 quando sempre un governo di destra eliminò la provincia,non vi siete mai accorti della disparità,della spoporzione delle due provincia,Perugia 6000 kmq quadrati,,Terni 2000 chilometri quadrati??!!