di Iv. Por.

Il sasso l’aveva lanciato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: una macroregione del Centro Italia con Umbria e Marche. Dopo una iniziale freddezza dei vicini, infastiditi dalla fuga in avanti del collega toscano, ora si prova a intavolare un percorso che possa portare a una posizione comune.

Summit a Perugia E’ stato fissato per sabato 21 novembre a Perugia il summit di cui aveva parlato la presidente Catiuscia Marini durante l’ultima direzione del Pd. Marini, Rossi e Luca Ceriscioli delle Marche si incontreranno per avviare «una comune riflessione sul tema dell’integrazione dei servizi tra le tre regioni e della riforma dell’assetto regionalista dello Stato». I presidenti incontreranno poi i giornalisti alle 15 nella Sala Giunta di Palazzo Donini.

La proposta Rossi in una lettera al Corriere Fiorentino ha prospettato una fusione delle tre regioni della cosiddetta «Italia di mezzo». Nella sua lunga lettera Rossi parla di una macroregione «già in nuce nella storia d’Italia», di una «comunanza di arte e paesaggio», di un territorio «attraversato da fenomeni simili pur dentro la crisi». «Crediamo – ha detto poi Rossi – che l’Italia di mezzo dovrebbe costituirsi in una regione unica e pesare di più in Europa. In Europa noi incontriamo regioni di grande peso, mentre noi andiamo alle discussioni europee malmessi. Se andiamo così sparpagliati alla fine contiamo poco nel dibattito in cui si fanno le grandi scelte».

Caratteri comuni «Ecco perché – aggiunge – mettere insieme la Toscana, l’Umbria e le Marche credo sia la mossa da fare, anche in rapporto ai cambiamenti con la riforma del titolo quinto della Costituzione. Poi ognuno resterà toscano, umbro e marchigiano». Secondo Rossi «queste Regioni hanno un paesaggio, un’agricoltura, caratteri culturali e sociali per tanti aspetti simili. Questa battaglia la faccio volentieri. Il mondo cambia e non si può star fermi, bisogna guardare al futuro forti del nostro passato».

Marini: «Partire dai servizi» Parlando alla direzione Pd, la presidente Catiuscia Marini, che sul tema ha declinato numerose richieste di interviste, in attesa di incontrare i colleghi presidenti, ha ragionato sul fatto che l’integrazione debba partire dai servizi. Sarebbe sbagliato – è il suo ragionamento – parlare di «fusione» tout court: piuttosto si integrino i servizi partendo dalle buone prassi che ognuno può mettere in campo e diventare un esempio che possa dettare l’agenda, su specifici temi, anche a livello nazionale. Un modo, questo, anche per avere una voce forte di fronte a un tema, come quello dell’accorpamento delle Regioni, che altrimenti sarà totalmente in balia delle proposte più strampalate e su cui poi si rischia di subire decisioni calate dall’alto.

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2 replies on “Macroregione, prove d’intesa tra Umbria, Toscana e Marche: sabato il summit”

  1. Bene, se la metodologia è la best practice….non avremo niente di Umbro nella macroregione.

  2. Corri corri Marini a fare la macroregione altrimenti la destra vi porta via tutte le poltrone e vedrai che scheletri che tira fuori.
    In effetti questa può essere l’unica vostra speranza ormai.

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