di Daniele Bovi
La pattuglia di parlamentari umbri potrebbe salire da 16 a 17 componenti grazie all’ingresso della pentastellata Emma Pavanelli. La Giunta per le elezioni e le immunità del Senato infatti mercoledì ha approvato, con 12 voti a favore e 10 contrari, la proposta del senatore m5s Urrao in base alla quale il seggio non assegnato alle politiche del 2018 in Sicilia sia individuato in quella regione dove il M5S ha ottenuto la maggior parte decimale del quoziente non utilizzata, ossia in Umbria. Il problema è derivato dal fatto che in Sicilia, dove il Movimento ha fatto il pieno, i pentastellati a causa dell’altissimo numero di voti hanno ottenuto più seggi rispetto ai candidati che ha presentato. Complessivamente il Movimento ha conquistato 53 seggi sui 77 a disposizione, 36 alla Camera e 17 al Senato.
CHI SONO I 16 PARLAMENTARI UMBRI
La vicenda Tre deputati e un senatore però ‘non sono disponibili’ in Sicilia perché i 5S hanno ottenuto più posti in Parlamento dei candidati presentati nell’Isola. Questi seggi non assegnati, in base al Rosatellum, spettano al Movimento nelle circoscrizioni o collegi dove ci sono candidati del M5s non eletti. E se per la Camera la soluzione è stata più semplice, dubbi ci sono per il Senato dato che la legge elettorale non indica soluzioni e che i senatori sono assegnati su base regionale. La Giunta ha deciso di risolvere il problema ricorrendo alle norme previste per la Camera e il relatore, ora, si occuperà di mettere nero su bianco un documento che verrà sottoposto al voto finale del Senato, probabilmente tra 7-10 giorni. A incrociare le dita dunque è Emma Pavanelli, storica militante del M5s perugino in cui milita fin dal 2009, candidata nel listino del Senato e prima dei non eletti.
CON LA RIFORMA ALL’UMBRIA SOLO 9 ONOREVOLI
Le critiche La decisione della Giunta non è piaciuta a tutti. A far parte dell’organismo è la senatrice umbra del Pd Nadia Ginetti, che attacca: «La maggioranza di governo si consolida trasformando la Giunta per le elezioni e le immunità in Senato da organo di garanzia a organo – scrive – dell’illegittimità. Oggi la maggioranza gialloverde si consolida e si scambia favori facendo passare una proposta che ‘trasla’ l’attribuzione di un seggio vacante dalla Sicilia all’Umbria in violazione palese della Costituzione che all’articolo 57 prevede l’obbligo di assegnazione su base regionale dei senatori eletti. Al grido leghista di prima ‘la ragion di governo’ il M5S archivia quello di onestà e trasparenza». All’attacco anche Pietro Grasso di Leu: «La maggioranza – dice – si è rifugiata in un ingarbugliato rimando tra norme sulla legge elettorale dalla dubbia interpretazione: tutto questo solo per puntellare con un senatore in più la loro fragile maggioranza».
Il taglio Dalla prossima legislatura però, che visti i continui venti di crisi potrebbe iniziare ben prima del 2023, i parlamentari umbri potrebbero essere solo nove. All’inizio di maggio infatti è stata approvata dalla Camera, in prima lettura, la riforma del Governo che riduce di un terzo il numero degli onorevoli; in questo modo all’Umbria spetterebbero 6 deputati invece che 9 e solo 3 senatori al posto dei 7 attuali. Dopo la prima delle due letture conformi previste dalla Costituzione il testo, a meno di intoppi, potrebbe ricevere il definitivo via libera di Camera e Senato entro la fine dell’anno.
Twitter @DanieleBovi
