Pierferdinando Casini ha ricordato Giorgio Spitella (Foto F.Troccoli)

«Credo sia questo il modo più autentico di interpretare nell’oggi la lezione morale di Giorgio Spitella, senatore della Repubblica e rettore di questa prestigiosa Università: mettere la cultura a servizio della politica, purché esercitata nel libero spazio della critica del sapere, ed esigere una politica alimentata dalla cultura, quindi fondata sulla conoscenza e sulla responsabilità». Così il rettore dell’Università per stranieri di Perugia, Stefania Giannini, nel corso del convegno promosso dallo stesso ateneo per ricordare Spitella a dieci anni dalla morte. Presenti, fra gli altri, il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, e il senatore Emilio Colombo.

Uomo politico e di cultura Spitella, uomo politico e di cultura, umbro di Foligno, rettore dell’Università per stranieri dal 1982 al 1994 – ha ricordato, fra l’altro, Stefania Giannini – contribuì ad ampliare la missione delle Università per stranieri di Perugia e di Siena e fare di questi istituti superiori i più qualificati centri universitari per la formazione degli insegnanti di italiano per stranieri. L’impegno politico di Spitella è iniziato nel 1956, come segretario provinciale della Democrazia Cristiana di Perugia. Nel 1976 è stato eletto senatore, riconfermato quattro volte fino al 1987, facendo parte delle Commissioni Istruzione pubblica, Beni culturali, Affari esteri, dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea occidentale. E’ stato, inoltre, sottosegretario ai beni culturali e ambientali durante il terzo, quarto e quinto governo Andreotti.

Promozione e accoglienza «Le forme del nostro impegno didattico e scientifico – ha affermato, fra l’altro, il rettore – restano fedeli ai principi fondanti della promozione all’estero e dell’accoglienza degli studenti stranieri nel territorio. Tempi difficili e complessi chiedono, tuttavia, anche alle università, visione, coraggio e ambizioni nuove. Studiare l’italiano in Italia, per poi perfezionarsi nelle nostre università e successivamente trovare impieghi qualificati in un Mediterraneo moderno e di pace. Un sogno e un’ambizione legittimi», secondo il rettore. «Ci stiamo adoperando – ha assicurato, fra l’altro – perché questo sogno diventi un progetto concreto per migliaia di giovani».

Casini: intellettuale e persona perbene «Giorgio Spitella  – ha detto invece Casini nel suo intervento – è stato un intellettuale, un uomo politico, una persona per bene. Credo che ci riporti a una riflessione molto triste su come si è involgarita la politica e la vita della nostra nazione. Credo anche che esempi come quelli di Spitella valgano non per una parte politica ma per l’intera società. Ci insegna ad essere coerenti – ha detto ancora Casini – a credere alle proprie idee, ad essere una persona perbene». Secondo il novantunenne senatore Emilio Colombo invece, «l’attualità di Spitella sta nel fatto che oggi sarebbe necessario per l’Italia che ci fosse un gruppo di persone, di cattolici, con ispirazione e formazione democratica, per animare questa nostra languente democrazia. Poi le formule si vedranno – ha detto il senatore -. L’importante è che ci sia la presenza e una presenza organizzata».

Immigrazione? Il governo è assente e confuso A margine della commemorazione il leader dell’Udc Casini ha poi spaziato a tutto campo sui temi d’attualità, dall’immigrazione al Terzo Polo. «Il tema dell’immigrazione – ha detto Casini – vede il nostro governo drammaticamente assente e confuso. Berlusconi si diverte a parlare di tutto, del bunga bunga, ma non delle cose che riguardano gli italiani: le famiglie stanno scivolando nell’area della povertà e la scossa epocale all’economia non s’è vista». «Ci hanno illuso – continua – per mesi che il problema degli immigrati fosse risolto. Quella che si sta verificando oggi è una drammatica crisi. Crisi da parte nostra, perché non abbiamo capito che cosa sta capitando nel Maghreb, perché ancora non abbiamo capito cosa sta capitando in Africa. Crisi dell’Europa perché gli egoismi prevalgono rispetto alla corresponsabilità. Crisi dell’Italia rispetto all’Europa perché per troppo tempo abbiamo spiegato che l’Europa non ci serviva e ci siamo illusi di essere autosufficienti e oggi ci troviamo a mendicare con un’Europa che ci chiude le porte».

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